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Astronomia in ottobre
-di Matteo Alberi | in Nadirnov 3, 2011
Cari amici di Sottobosco sembra che l’estate ci voglia concedere il bis. In questo anomalo ottobre non ci sarà solo il caldo a ricordarci la stagione della canicola, anche il cielo contribuirà con un evento astronomico paragonabile alle agostane “lacrime di San Lorenzo”.
Le “stelle cadenti” o, più correttamente, sciami meteorici, sono originati dai detriti lasciati dalle comete nei pressi dell’orbita terrestre. Quando la Terra attraversa questi piccoli frammenti (dalle dimensioni di un granello di sabbia a quelle di un sasso) essi collidono con l’atmosfera alla velocità di circa dieci chilometri al secondo bruciando a causa dell’attrito.
Il nome degli sciami deriva dalla costellazione da cui apparentemente provengono; in agosto abbiamo le Perseidi (dal Perseo) la cui origine è attribuibile alla cometa Swift-Tuttle, mentre in ottobre abbiamo le Draconidi, osservabili nella costellazione del Dragone tra l’Orsa Minore e la Lira. Solitamente questo sciame si manifesta debolmente. Quest’anno invece, la sera dell’8 ottobre, intorno alle 22, la Terra passerà nei pressi di un addensamento di polveri originati dalla cometa Giacobini-Zinner garantendoci, secondo le previsioni, ben 300-400 meteore l’ora!
Ma lo spettacolo non finisce qui. Giove continuerà ad essere protagonista del cielo notturno: situato nelle vicinanze della costellazione dell’Ariete, si troverà molto vicino alla Luna la notte del 13 e raggiungerà il massimo della visibilità nel momento della sua opposizione, il 29. Verso l’orizzonte est, invece, inizierà ad essere ben visibile la costellazione del Toro caratterizzata dalla stella brillante Aldebaran, una gigante arancione distante 65 anni luce. Il nome di questa stella proviene dall’arabo e significa “inseguitore”. Un nome decisamente opportuno perché la stella sembra proprio inseguire il meraviglioso ammasso aperto delle Pleiadi. Ben visibile ad occhio nudo, l’ammasso è dominato da stelle blu calde e giovani circondate da una tenue nebulosità, basterà un binocolo 10×50 per vederne una sessantina!
Vi lascio con una piccola curiosità: se osservate il cielo con la parte periferica dell’occhio avrete una percezione maggiore della luce per cui individuerete gli oggetti del cielo più deboli. Ciò accade perché i bastoncelli, fotorecettori posti verso la periferia della retina, sono molto più sensibili ai fotoni.














