• Modena³ – Una storia di ipertrofia urbana

    La videoinchiesta sul consumo di suolo nel modenese

    Nell’inchiesta Modena³ – Una storia di ipertrofia urbana di Gabriele Veronesi si parla di case, di edilizia.
    Di un Assessore che vuole far diventare Modena una città da 230.000 abitanti, dai 180.000 attuali, nonostante la crescita demografica sia pressoché pari a zero. Della perdita continua di territorio agricolo a scapito di quello residenziale. Degli intrecci, spesso poco trasparenti, tra la giunta Pighi e le cooperative. Non c’è nulla di penalmente rilevante, l’autore lo chiarisce più volte nel corso della docu-inchiesta, però mano a mano che le interviste si susseguono, emerge un sistema ben collaudato di aiuto reciproco, per così dire, tra privati (quasi sempre cooperative) e Comune di Modena.
    L’idea di fondo è che le casse comunali, gravate dai tagli imposti dal governo centrale, recuperino risorse finanziarie dividendo spese e ricavi con i finanziatori privati, spesso sempre gli stessi. In fondo, il concetto non sarebbe neanche da scartare a priori: in questo periodo gli enti locali hanno gravi problemi di liquidità, si pensi solo al Comune di Bologna, che non ha nemmeno i soldi per la manutenzione delle strade. Quindi cosa si decide di fare a Modena? Si pensa di dare un impulso all’edilizia popolare, concedendo nuove autorizzazioni per la costruzione in zone un tempo adibite ad altro uso, appaltando le gare ai soliti noti: CCC di Bologna, CMB di Carpi, e altre imprese edili che, solo a Modena, si aggiudicano un quarto di tutti i bandi del settore. Se l’idea a monte, quindi, potrebbe essere vista come una specie di scelta obbligata per il Comune, non è concepibile che a farne le spese sia il territorio: all’interno del progetto urbanistico Modena Futura, lanciato nel 2008 dall’Assessore alla programmazione del territorio e alla mobilità Daniele Sitta, si individua come zona di “sviluppo” la direttrice Sud, quella zona cioè che va dai confini della città fino all’autostrada del Sole. In quest’area si prevede di costruire 5 milioni di metri cubi di costruzioni dedicate all’edilizia popolare. Il progetto non viene mai discusso in Consiglio Comunale e la polemica che ne scaturisce costringe il Sindaco Pighi a dichiarare due anni più tardi, nel 2010, che Modena Futura è un piano di cui lui non sa nulla, nonostante il documento che lo presenta porti in calce la firma di un suo assessore.
    Oltre a questo, l’inchiesta di Veronesi si concentra su una serie di altri casi, in cui spesso il bene comune sembra essere accantonato in favore di facili profitti: il Novi Park, “il secondo parcheggio più grande d’Europa”, costruito laddove un tempo c’era l’unico polmone verde all’interno di Modena; l’ex-ippodromo, demolito per costruire un autodromo, inizialmente definito “Centro di guida sicura” per tranquillizzare i residenti adiacenti.
    Ma il caso forse più esemplare è quello del lotto di terreno comprato da Esselunga negli anni ’90, in una zona retrostante la stazione centrale: in seguito all’acquisto, un altro appezzamento, più piccolo, viene messo all’asta. Ad aggiudicarselo questa volta è Coop, che lo paga a peso d’oro, e il tutto per sfruttare una norma che prevede che sia possibile edificare solo un centro commerciale all’interno di una certa area. E dato che i proprietari dei due terreni non si mettono d’accordo, nessuno lo costruisce. Fin qui tutto bene, aspra ma normale concorrenza, checché ne dica il patron di Esselunga. Il fatto è che nel giro di qualche anno, il tipo di destinazione della zona cambia ed diventa possibile la costruzione di edifici residenziali. Ed ecco spuntare di nuovo le sopracitate cooperative edili.
    Con un alternarsi di interviste a architetti, urbanisti, associazioni e semplici residenti (resta da capire perché l’autore abbia deciso di non intervistate anche i responsabili, i cattivi, per capirci), il reportage ci conduce a conoscere una realtà che difficilmente ottiene l’attenzione mediatica (ma anche civica) che si meriterebbe. Un bell’esempio di giornalismo dal basso, fatto con un poche risorse economiche, ma tanta voglia di fare. Un’idea sicuramente da prendere come esempio e che speriamo, venga ripetuta. La prossima settimana, sempre su Sottobosco.info, potrete leggere un’intervista all’autore di Modena³ – Una storia di ipertrofia urbana . Restate sintonizzati!

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