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Gas a Rivara, no della Regione
In una nota indirizzata ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico l’assessore Muzzarelli (Pd) ribadisce il no della Regione allo stoccaggio di gas in località Rivara (Mo)
1 Commento »di Davide Capalbo | in Energia, Politicanov 30, 2011
È arrivato ieri, a pochi giorni dall’ok della commissione di valutazione di impatto ambientale (Via), il no dalla Regione agli accertamenti di Erg Rivara Storage per il progetto di stoccaggio di gas in località Rivara. A comunicarlo è stato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, con una nota indirizzata ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.
Nella sua nota Muzzarelli spiega che il no della Regione è dovuto alla «ferma convinzione che gli oggettivi elementi di pericolosità presenti nell’area di Rivara non siano compatibili con il rischio insito nelle operazioni di immissione ed estrazione del gas».
Il progetto di Erg Rivara Storage avrebbe previsto ‒ leggiamo sul sito dedicato al Progetto Rivara ‒ (1) lo sfruttamento della struttura carbonatica profonda di Rivara come roccia serbatoio, utilizzando come sede del metano stoccato le sue fratture naturali, già presenti nella roccia; (2) la perforazione di 19 pozzi con dreno orizzontale partendo da quattro postazioni per l’iniezione e l’erogazione del metano; e (3) la realizzazione di una centrale gas per la compressione del gas e la gestione di tutte le fasi dello stoccaggio.
Per la prima fase, quella degli accertamenti, che avrebbe previsto la realizzazione di tre pozzi nell’area della frazione di San Felice Sul Panaro per poterne verificare la servibilità, il 25 novembre era arrivato il via libera alle autorizzazioni dalla Commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente. Le autorizzazioni, invece, sono vincolate all’intesa tra la Regione Emilia-Romagna e il Ministero dello Sviluppo economico. La Regione aveva già espresso parere contrario a febbraio, e ieri ha ribadito il no.
I rischi che la Regione vorrebbe evitare che a Rivara si corrano riguardano «la presenza di faglie attive che interessano la struttura geologica di Rivara dove è proposto lo stoccaggio; le frequenti manifestazioni della sismicità naturale che caratterizza l’area e che, sebbene abbia sede a profondità maggiori di quella del serbatoio, può provocare la riattivazione di faglie superficiali, nonché il deficit di protezione sismica dell’area oggetto di intervento».
Dal canto loro, quelli di Erg hanno fatto sapere, in risposta alla nota di Muzzarelli, di essere molto soddisfatti dell’esito della Via, che, seppur con delle prescrizioni, ha consentito la trivellazione, e di confidare che la Regione e gli enti locali rivedano la propria posizione, precisando che la fase di accertamento è una fase temporanea di ricerca durante la quale non verrebbe immesso gas nei serbatoi: le trivellazioni servirebbero a studiare ulteriormente l’area per dimostrare definitivamente la fattibilità e la sicurezza dell’impianto (o meno).
Le prescrizioni che la Commissione aveva posto agli accertamenti erano: usare la carica esplosiva a pozzetto; evitare qualsiasi tipo di disturbo alla popolazione e alla fauna; fare gli accertamenti da settembre a dicembre per evitare danni alle coltivazioni; adottare le misure migliori per ridurre i reflui e i rifiuti prodotti nelle attività di perforazione. Infine, i fanghi e gli additivi utilizzati per la perforazione non avrebbero dovuto contenere metalli pesanti e sostanze bioaccumulabili e resistenti, e si sarebbe dovuto evitare impatti sulle falde acquifere.













Chissà se questa decisione della Regione farà scuola anche per analoghe estrazioni nella Valle del Reno o in Polesine.