• Progetto Recoil: butta l’olio a Forlimpopoli

    La città dell’Artusi sperimenta buone pratiche di raccolta dell’olio vegetale

    foto di Giulia Biguzzi

    Forlimpopoli (FC), ridente cittadina sulla Via Emilia divenuta famosa per aver dato i natali a Pellegrino Artusi, il critico gastronomico che scrisse La scienza in cucina, primo ricettario dell’Italia unita.  Ogni anno, a giugno, la città dedica allo scrittore amante della buona tavola una grande festa culinaria, la Festa Artusiana appunto, a cui la redazione di Sottobosco  è particolarmente legata: quanti bei ricordi di quella serata d’inizio estate passata a degustare piatti prelibati insieme a due amici un po’ folli, conosciuti come Pellegrini di Artusi che sono riusciti a cucinare in un anno tutte le 790 ricette del manuale artusiano.

    Non ci stupisce, quindi, apprendere che in una città così attenta al cibo si sviluppi un altrettanto accorto interesse per i rifiuti della cucina, o meglio per l’olio vegetale residuo di fritture.

    Il progetto Life+ Recoil – RECovered waste cooking OIL for combined heat and power production (ossia Olio vegetale esausto recuperato per la produzione combinata di energia elettrica e termica), partito lo scorso settembre in due comuni pilota – oltre a Forlimpopoli, anche Castell’Azzara (Gr) – ha lo scopo di «intervenire su tutta la filiera dell’olio vegetale esausto (WCO), perfezionando la raccolta, tracciandone i risultati», leggiamo dal documento di presentazione del piano operativo, «e producendo dal WCO riciclato un carburante tramite un trattamento meccanico che rimuove le impurità», un processo ad emissioni decisamente inferiori rispetto ai classici trattamenti di trasformazione chimica.

    Per fare ciò i numerosi partner del progetto – AzzeroCO2, CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti), Legambiente, Kyoto Club e CID Software – si sono divisi le azioni da compiere nei due comuni in prova: a partire dall’elaborazione di un efficace sistema di raccolta porta a porta, cercando di coinvolgere cittadini e amministratori locali sui danni ambientali della dispersione dell’olio esausto e sui benefici che da esso si può trarre trasformandolo in carburante per la produzione di energia elettrica e termica, fino a giungere alla fine del periodo di prova (giugno 2015) a formulare linee guida per una legge quadro sulla raccolta e il riciclo degli oli.

    Sensibilizzare la cittadinanza non significa solo spaventarla sugli effetti sull’ambiente di un errato smaltimento dell’olio – di cui vi avevamo già parlato qualche settimana fa – ma anche far conoscere le opportunità economiche derivate dal riciclo di tale prodotto, ancora così poco sfruttato nella nostra arretrata Penisola.

    Se ciò non fosse sufficiente, i cittadini di Forlimpopoli e di Castell’Azzara saranno incentivati attraverso un concorso a premi rivolto alle famiglie dei due comuni: chi sarà in grado di raccogliere al meglio i residui delle proprie fritture potrà vincere  dell’altro olio, ma extravergine d’oliva!

    Con queste parole Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, presentò il progetto Recoil alla fiera Ecomondo di Rimini:

    Con Recoil si raggiunge un duplice vantaggio poiché si riducono gli sversamenti degli oli usati in fognatura che causano problemi alla depurazione e si raccoglie una risorsa utile alla produzione di energia rinnovabile. L’attività di informazione e sensibilizzazione è basilare per coinvolgere direttamente i cittadini nella gestione sostenibile dei rifiuti e, nello specifico, nella raccolta domiciliare porta a porta degli oli vegetali usati.

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