• Bio Bottle Sant’Anna: un buon contenitore per la cosa sbagliata

    Il nostro chimico di riferimento ci recensisce questo nuovo materiale

    Le recenti pubblicità dell’Acqua Sant’Anna reclamizzano un nuovo packaging chiamato Bio Bottle, “senza una goccia di petrolio” e “compostabile in 80 giorni”.

    foto da santanna.it

    Queste Bio Bottle sono bottiglie realizzate in acido polilattico (anche se è piu’ corretto chiamarlo polilattato, PLA), che è una plastica che ha come materia prima il destrosio, uno zucchero che si ottiene dall’amido delle piante. Questo zucchero viene dato da mangiare a speciali batteri del genere lactobacillus e trasformato da loro in acido lattico che viene trasformato in estere dilattico tramite reazione chimica e fatto polimerizzare.

    Effettivamente, non contiene una goccia di petrolio (a parte il tappo, che resta comunque di polietilene).

    Sul sito della Sant’Anna (link) viene riportata anche la certificazione di compostabilità da parte del Consorzio Italiano Compostatori, in cui viene mostrata la procedura utilizzata per studiare la biodegradabilità e i risultati ottenuti, con foto e grafici a corredo. Dai test effettuati, la Bio Bottle si comporta bene: in 80 giorni non restano che tracce della sua precedente esistenza. Il PLA effettivamente puo’ essere digerito dai batteri in tempi rapidi, se tenuto in ambienti caldi ed umidi. Quindi, anche il fatto che sia compostabile è effettivamente vero.

    C’è molto interesse riguardo alle bioplastiche (ne avevamo già parlato, ricordate?) e alle loro applicazioni, e questa Bio Bottle è un esempio virtuoso di quello che si puo’ fare con questi nuovi materiali.

    Promossi con lode, quindi? Insomma. Quanta energia verrà consumata per imbottigliare e distribuire le Bio Bottle? Sicuramente la confezione è intelligente, ricordiamoci sempre però che l’acqua piu’ verde di tutte è quella che esce dal rubinetto.

    OkNotizie

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