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Un atlante per capire il “local warming”
Si chiama Eraclito, e oggi è consultabile anche sul web
-di Lou Del Bello | in Natura, Newsgen 14, 2012
In principio era un libro pesante, oggi è una piattaforma web interattiva. Si chiama Eraclito, ed è l’Atlante Idroclimatico della Regione Emilia-Romagna. Un progetto che offre spunti visivi per riflettere sui cambiamenti meteorologici del territorio nell’ultimo mezzo secolo.Si tratta di una raccolta di carte geografiche che, aggregando numerosi dati statistici raccolti nel tempo, rappresenta graficamente il clima e i suoi cambiamenti. La collezione, realizzata da Arpa-Simc in collaborazione con la Regione, comprende tavole che si riferiscono a due periodi distinti, il trentennio 1961-1990, e l’arco dei diciotto anni compresi tra il 1991 e il 2008.
I dati termopluviometrici utilizzati per redigere l’Atlante si riferiscono a 66 stazioni per la temperatura e 169 stazioni per le precipitazioni.
La grande quantità di numeri e cartine geografiche è stata organizzata prima in forma cartacea, realizzando un libro colorato e suggestivo, stampato in 3000 copie e distribuito agli addetti ai lavori della Regione. Oggi, a tre anni dal lancio del progetto, nel 2009, tutti questi contenuti vengono riproposti in forma telematica, in una versione altrettanto piacevole ma più facile da consultare. Si tratta di una mappa interattiva che evidenzia di volta in volta il panorama idroclimatico scelto dall’utente, che può selezionare i vari criteri d’analisi.
Alessandro Rossi, di Anci Emilia-Romagna, referente per il settore energia e innovazione, racconta a Sottobosco perché mettere a disposizione di tutti i dati locali sul clima serve, e soprattutto fa pensare:
“Se il clima globale cambia forse non me ne accorgo, ma se cambia proprio dove abito allora comincio a ragionarci.
Queste mappe hanno un enorme valore: ti fanno capire cosa sta succedendo a casa tua. Disastri in giro per il mondo ci sono sempre stati, se il cambiamento climatico è uno di questi allora me la cavo anche stavolta. E invece no!

Che il clima del globo aumenti di qualche grado è da tempo che lo dicono, ma vedere che nella mia città è davvero aumentata la temperatura media negli ultimi decenni di 2 gradi mi ha impressionato. Ferrara, capoluogo di calore della Regione. Forse per questo mi spiego la presenza estiva di un (simpaticissimo) geco fisso sulla finestra della mia camera da letto durante i mesi estivi. Ho una certa età (una decina scarsa di lustri) e non ne avevo mai visti. E con me tutti i miei coetanei.
Forse questa rappresentazione, banalmente reale in quanto frutto di dati misurati per quasi 50 anni anni, scevra da considerazioni sulle motivazioni (attività antropiche? cicli naturali?) che ciclicamente devastano la comunità scientifica (e le sue pseudo propaggini), potrà servire a comunità locali e ai loro amministratori a ragionare sul che fare.
Sul che fare “hic et nunc”. Ora e adesso: chiudere gli occhi o prendere provvedimenti? Reagire o farsi sopraffare? Caldo, carenza di acqua, meno freddo d’inverno è un dato locale. Non diciamo più “riscaldamento globale”, ma “riscaldamento locale”: abbiamo i dati, non è una finta!
Scendendo un po’ nel tecnico: se si sceglie la mappa che fa vedere come si sono modificati i “gradi giorno per riscaldamento” (cioè un parametro che dice per quanto tempo la temperatura esterna sta sotto i 20 gradi per tutto l’anno) scopriamo che in alcuni posti siamo calati (nel periodo in esame) di oltre il 20%. Cosa vuol dire? Per esempio che chi vende gas per riscaldamento ha visto calare il suo fatturato del 20%. E quando un sistema, che è stato stabile per millenni, comincia a variare così in fretta allora vuol dire che da un piano abbiamo imboccato un discesa dove la velocità aumenta sempre di più. E non stiamo neanche pensando a dove sono i freni o a come difenderci dall’impatto finale.
Se guida qualcun altro l’unica cosa è pensare in fretta a come difenderci dall’impatto. E la difesa sta nella risposta che la collettività, e i suoi amministratori, riescono a definire dopo avere preso coscienza. Per questo queste mappe sono preziose“.











