• I comuni più ‘ricicloni’ fanno il porta a porta

    Legambiente premia le amministrazioni più virtuose dell’Emilia-Romagna

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    Comuni Ricicloni

    E anche quest’anno abbiamo scoperto l’acqua calda… Le amministrazioni locali che ottengono i migliori risultati in quanto a prevenzione, riduzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata e dei quantitativi di materiali riciclati sono anche quelle che hanno adottato il sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani. Su questo non c’è dubbio: porta a porta batte raccolta stradale 3 a 0 a tavolino!

    Ecco, potremmo sintetizzare così le 33 pagine dei Comuni Ricicloni dell’Emilia-Romagna, l’annuale rapporto redatto dalla sezione regionale di Legambiente, in collaborazione con Regione e Arpa, che premia i migliori risultati delle nostre città in tema di raccolta differenziata e gestione del ciclo dei rifiuti.

    Lo scopo dell’indagine – leggiamo sul comunicato stampa – è suscitare tra i Comuni una sana competizione, premiando le situazioni di eccellenza e, proponendole come modello da emulare, diffondere le buone pratiche segnalate da Legambiente anche nelle altre realtà della regione. L’obiettivo finale è quello di rendere sempre più marginale il ricorso a discariche ed inceneritori attraverso l’incremento delle attività di riciclaggio dei materiali di scarto.

    In questa quarta edizione del dossier regionale di Legambiente, presentata martedì 17 a Bologna, hanno partecipato allo studio 91 comuni su 348, di cui 8 capoluoghi di provincia su 9 (solo il Capoluogo di regione ha disertato), rappresentando quasi il 53% della popolazione emiliano-romagnola. Se vi interessa sapere chi è stato premiato quest’anno (per dovere di cronaca: Fidenza, Carpi, Cervia, Monte San Pietro, Sala Baganza, Torrile, Cavriago, Soragna, Sissa, Polesine Parmense, Caorso, San Giovanni in Marignano, Verucchio, Varano De Melegari e Codigoro), quali sono le motivazioni dei singoli riconoscimenti e quali invece le classifiche dei Comuni più virtuosi non avete che da collegarvi al sito del circolo regionale di Legambiente.

    Ciò che mi preme segnalare è un solo concetto, semplice e un po’ banale, che ripeterò fino allo sfinimento: attraverso gli anni l’indagine di Legambiente ha messo sempre più in evidenza la correlazione tra le elevate percentuali di raccolta differenziata (giunte in molti casi al 70%!), la diminuzione della produzione di immondizia e la diffusione delle raccolte domiciliari.

    È il caso dei due comuni-modello che, durante la premiazione di martedì, hanno condiviso le loro esperienze di ‘virtuosi del rusco’ e portato testimonianze di come sia facile trasformare letteralmente un paese (grande o piccolo che sia), coinvolgere la cittadinanza nelle scelte politiche e tramutare stili di vita consumistici, spreconi e poco lungimiranti in ecologici, sostenibili e, soprattutto, ragionevoli!

    Il primo è il Comune di Forlì, quasi 120 mila abitanti che entro il prossimo anno saranno serviti tutti quanti dal porta a porta: il servizio domiciliare di raccolta differenziata ha preso il via il 31 gennaio scorso coinvolgendo la prima zona del centro e 7mila abitanti; dal 19 settembre si è allargata l’area del servizio, fino a interessare ben 19mila forlivesi. E la macchina inarrestabile arriverà presto a comprendere l’intera popolazione. Alberto Bellini, Assessore all’Ambiente del Capoluogo romagnolo, non presenta soltanto i risultati ammirevoli dell’ultimo anno del progetto Forlì fa la differenza, ma racconta di come questi obiettivi siano stati «raggiunti attraverso la campagna di informazione e di formazione dei cittadini», di iniziative nelle scuole e nei supermercati, coinvolgendo le associazioni ambientaliste e il gestore dei servizi di raccolta (che lì è Hera).

    Maurizio Olivieri è l’Assessore all’Ambiente di Montechiarugolo, un paesino del parmense composto da poco più di 10mila anime. La sua tesimonianza è qualcosa di veramente incredibile: il piccolo Comune sperimenta la raccolta porta a porta nel maggio del 2010 e, nell’arco di pochi mesi, registra un miracoloso aumento della differenziata (che passa dal 47% al 75%) in concomitanza con la diminuzione dei rifiuti prodotti pro capite. E poi ci racconta di tante e tante iniziative di sensibilizzazione e educazione: i progetti Riducimballi e Porta la Sporta a cui aderiscono anche gli esercenti locali; le Fontane del Sindaco e le Fontane a scuola, che attraverso l’installazione di erogatori pubblici di acqua microfiltrata hanno condotto all’eliminazione di circa 150mila bottiglie di plastica dal ciclo dei rifiuti; la Ludoteca ‘leggera’ che ospita per ora 1560 giochi funzionanti recuperati e in cui si svolge il laboratorio del riuso. In questo paese perfino i cartelli segnaletici della pista ciclabile sono creati da tavole di legno recuperate dai rifiuti!

    La raccolta domiciliare – afferma Stefano Ciafani, Vicepresidente di Legambiente Onlus – era fino a poco tempo fa un concetto bandito, quasi tabù. Oggi invece siamo certi che sia un passo imprescindibile per rafforzare le buone pratiche di raccolta dei rifiuti. Tutti conosciamo l’esperienza di Salerno, una città di 140mila abitanti che è arrivata a registrare il miglior risultato di raccolta differenziata di tutta Italia [oltre il 70%, n.d.a.]. Oggi abbiamo sentito anche la testimonianza di Forlì, ora tocca agli altri capoluoghi di provincia.

    E allora, cosa aspettano gli altri per fare questo elementare salto di qualità?

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