• A Reggio Emilia vincono i diritti degli animali

    Una nuova norma tutela chi non ha voce dallo sfruttamento dell’uomo

    “A tutti gli animali dovrà essere garantita costantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze relative alle specifiche caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali tipiche della specie, razza, uso, attitudine, età e stato fisiologico al quale appartengono”.

    Quella appena riportata non è che una delle tante disposizioni imposte da oggi su tutto il territorio provinciale di Reggio Emilia: una piccola rivoluzione, messa nero su bianco da un regolamento per tutelare salute e benessere degli animali selvatici e non.

    Mai più animali in batteria dunque, basta pesci rossi in ridicole ampolle, ma stop anche ad aberranti spettacoli circensi; infatti i Comuni potranno “negare l’autorizzazione di attendamento nel caso in cui, dal controllo documentale del registro di carico e scarico degli animali Cites, risultino nuove acquisizioni, cessioni, o nascite con data di registrazione successiva all’entrata in vigore del presente regolamento, di animali in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile ed in particolare: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci”. Certo non è un divieto tout court, ma un buon inizio per aggredire leggi del passato che ancora permettono spettacoli rivolti a genitori ottocenteschi che credono che il leone che salta il fuoco sia un intelligente intrattenimento per il proprio pargolo.

    Il regolamento è il risultato di un accurato incrocio di normative comunitarie e nazionali già esistenti: chi lo infrangerà potrà essere multato con sanzioni da 25 fino a 500 euro. I controllori? Tutte le forze dell’ordine, a scanso di equivoci, ma anche le guardie ecologiche volontarie e il servizio veterinario. La “Carta dei diritti degli animali” è stata presentata dall’assessore all’Agricoltura e al Benessere degli animali della Provincia di Reggio Emilia, Roberta Rivi: “Ai Comuni mettiamo a disposizione uno strumento per l’attuazione di norme sul benessere degli animali in modo omogeneo, ai cittadini offriamo invece uno strumento per conoscere diritti e doveri in un rapporto di civile convivenza con gli animali”. Il documento è stato approvato nei giorni scorsi dal Comitato provinciale consultivo previsto dalla Legge regionale 27/2000: per divenire operativo, il regolamento dovrà ora essere adottato dai singoli Comuni. I 47 articoli del testo sono stati elaborati dalla Provincia di Reggio Emilia insieme a Comunità montana dell’Appennino, Comuni capidistretto o che ospitano un canile, Servizio Veterinario dell’Ausl, Ordine dei medici veterinari e associazioni di protezione animale.

    Presentato in occasione della festa di Sant’Antonio Abate (di cui l’assessore Rivi ha ricordato il tradizionale ruolo di protettore degli animali), il regolamento è stato predisposto in attuazione della delega regionale che assegna appunto alle Province un ruolo di coordinamento su questa materia, allo scopo fondamentale che gli organi di controllo adottino parametri omogenei in tutti i comuni del territorio provinciale. “La disaffezione nei confronti degli animali, spesso purtroppo testimoniata da episodi riprovevoli anche nella nostra provincia – ha affermato l’assessore Rivi – è sintomo di inciviltà, quindi è in primo luogo un problema etico”. Tra il dire e il fare ora non c’è di mezzo nessun mare: sarà sufficiente applicare la legge.

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