• Bestie

    Sandrone Dazieri in un noir palpitante denuncia lo sfruttamento e la tratta degli animali da parte della criminalità organizzata

    Copertina di Bestie di Sandrone Dazieri

    Bestie, Sandrone Dazieri

    Avremmo dovuto recensire il Moby Dick di Melville, capolavoro assoluto: un canto sciagurato ed epico della letteratura marinaresca e della narrativa mondiale. Sarà per la prossima volta; il vecchio Ismaele ci perdonerà.

    Lasciando perdere almeno per oggi baleniere e rompighiaccio, ci perderemo assieme nell’alta Val Brembana, fra i paesi di San Pellegrino Terme e Serina. È qui – o almeno a noi così ci piace pensare – che vive Sam, un uomo dal passato ingombrante, che si è ricostruito una vita come cuoco del Capriolo, un alberghetto anonimo ed un po’ muffito della provincia di Bergamo. La vita scorre placida, il segreto di Sam ben custodito, fra un’amatriciana da cucinare a qualche sparuto cliente e un po’ d’amore da offrire alla Direttora dell’albergo, una quarantenne piacente che annega nei debiti e nei rimpianti.

    Ma il destino è sempre pieno di insidie, e questo Sam lo sa benissimo, l’ha imparato dalla vita: proprio in quello stesso albergo si consuma un crimine orribile ed apparentemente senza senso: un ragazzo di vent’anni, Maurizio Ferri, viene ritrovato con la testa spappolata da due pallottole. Chi è quel giovane e perché si trovava come ospite proprio lì al Capriolo? Nessuno sembra saperlo e, nel dubbio, la polizia si getta famelica su Sam, che non può più nascondere a nessuno le rapine, gli omicidi e gli anni di galera che il passato gli ha recato in dono.

    Ma Sam è innocente e ben presto viene scagionato: dopo qualche maltrattamento di troppo e qualche giorno d’isolamento sul groppone, può finalmente fare ritorno al Capriolo dalla sua Direttora. Le indagini sono ad un binario morto, ma sembra proprio che il ragazzo sia stato ucciso per una questione di droga, una specie di resa dei conti fra spaccini figli-di-papà. Eppure sono tante le cose che non tornano: sull’esame tossicologico fatto al giovane non c’è la minima traccia di droga. Strano che un pusher navigato (come dovrebbe essere il nostro Ferri) non tocchi neanche con un dito la merce che poi dovrà vendere. E poi, pian piano, si scopre che il ragazzo è un convinto ambientalista, un vegano e che è uscito ed entrato dal carcere un bel po’ di volte a cause delle sue idee anticonformiste.

    Insomma, questa storia inizia a puzzare d’altro. Di qualunque cosa, ma di sicuro non di bamba, non di coca. E ben presto Sam ci sarà dentro fino al collo: Bonetti, una specie di maccheronico Dick Tracy cinico e disincantato, richiede il suo aiuto: dopo un paio di pestoni e qualche livido verdognolo, lo scalcagnato investigatore ingaggiato dalla famiglia Ferri riuscirà a convincere il nostro Sam, promettendogli un cospicuo intervento della ricca famiglia milanese a copertura dei debiti del Capriolo.

    Inizia quindi così l’epopea del nostro nuovo Fabio Montale, metà delinquente metà caramba. Sam imbrocca subito la pista giusta: oltre alla morte del giovane Ferri, in quegli stessi giorni in Val Brembana è scomparso Mezzolitro, un vecchio beone tisico che ha fatto decine di mestieri, arrangiandosi in mille modi diversi: forse le due cose sono legate, pensa il nostro Sam.

    E non si sbaglia. Andando avanti con le indagini, si rende conto che la droga non c’entra proprio nulla con la morte di Maurizio. Il giovane attivista aveva scoperto un giro grosso e aveva intenzione di denunciare tutto: ma di cosa si trattava?

    Di commercio di animali. Specie protette, avorio, corna di rinoceronti. E tanto altro. Un mondo sommerso vomitevole e redditizio: orsi con un buco nella pancia lasciati pian piano a morire fra mille sofferenze, per utilizzare la loro bile nella medicina tradizionale cinese. Barbarie sopra barbarie. E poi combattimenti fra cani, corse clandestine di cavalli e tanto, tanto altro: Maurizio conosceva i nomi e i cognomi di coloro che si arricchivano distruggendo la vita di esseri indifesi. E voleva denunciare, non voleva tacere.

    Il lavoro di Sam è adesso compiuto: la memoria del giovane Ferri è stata riscattata. La sua morte, in qualche modo, vendicata.

    Sandrone Dazieri cuoco, facchino, buttafuori, scrittore è l’autore di Bestie, un noir mozzafiato ed intensissimo: una storia di provincia estrema, una Twin Peaks all’italiana, che denuncia una pratica orribile gestita spesso direttamente dalla criminalità organizzata. Come scriverà Antonio Pergolizzi, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente:

    In Italia , c’è sicuramente la mano della criminalità organizzata, Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita in testa, dietro le corse clandestine dei cavalli e dei combattimenti tra cani, per accaparrarsi un business di tutto rispetto: 1,2 miliardi di euro per le corse e 700 milioni per i combattimenti, secondo le stime dell’Enpa. […] Preoccupante anche il ricorso al bracconaggio, cioè alla caccia illegale, e alla pesca di frodo. […] L’elenco degli orrori termina con il peggiore tra questi: la zoo-pornografia, lo sfruttamento animale a fini sessuali, in particolare nell’ambito del mercato del porno di provenienza asiatica. Il mondo animale è davvero sotto assedio.

    Un assedio silenzioso, osceno, ingiusto, che grazie alla prosa fluida e rimpallante di Dazieri è divenuta opera letteraria, piccola nugella, un libro da leggere tutto d’un fiato.

    OkNotizie

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Discussione 4 commenti

  1. 24 gennaio 2012 alle 06:36

    Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette….

  2. 14 febbraio 2012 alle 10:13

    Lo metto nella mia lista di libri da leggere, mi piacciono i gialli che tendono al nero (e viceversa).
    Ah, colpo bassissimo, da parte tua, nominare twin peaks: a causa di questo paragone sarò costretto a comprarlo prima di subito.

    • 14 febbraio 2012 alle 12:18

      Bene bene, mi fa piacere averti pungolato nel vivo, caro Andrea!
      Sandrone è poi un grande anche personalmente, anche umanamente.
      E vai di Twin Peaks, mi raccomando: chissà poi chi sarà stato ad ammazzare la povera Laura Palmer….buona lettura e buona visione, quindi!

  3. 14 febbraio 2012 alle 20:01

    GRANDE JO

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