• I rifiuti della Costa Concordia

    La Costa Concordia può essere un problema ambientale per il tanto materiale di ogni genere che contiene e può disperdersi in mare. Secondo quanto riporta oggi il Post

    una serie di materiali a bordo della nave da giorni contaminano l’acqua. Nel mare intorno alla nave è stata rilevata una presenza molto alta di tensioattivi, sostanze che compongono i detersivi. Ci sono poi centinaia di chili di cibo che sta marcendo, racconta oggi Michele Bocci su Repubblica, nonché una grande quantità di rifiuti: i sommozzatori, su invito della ASL che ha fatto le analisi, sono costretti a tenersi lontani da due zone della nave ormai contaminate dai batteri.

    Ma il problema ambientale più grave è quello delle 2400 tonnellate di carburante. Ci vorranno almeno quattro settimane perché i serbatoi vengano svuotati e messi in sicurezza. Come si vede in questa infografica del Corriere della Sera (clicca per ingrandire).

     

     

     

    OkNotizie

Articoli Relativi

  • Delfini, squali, mare…

    Dal 19 luglio al 16 agosto Marco Affronte, naturalista e divulgatore scientifico, ha organizzato un ciclo di quattro conferenze ad ingresso gratutito per discutere di delfini, squali, balene, mare e tanto altro. Gli appuntamenti in calendario

  • Idrocarburi in Adriatico, un mare nero petrolio

    Rientrata l'emergenza dopo lo sversamento del greggio al largo della costa abruzzese. Ancora ignote le cause dell'incidente e l'entità dei danni ambientali

  • L’Adriatico protagonista

    Venerdì 16 novembre, alle ore 21, presso l’Hotel Giorg di Miramare di Rimini (viale Principe di Piemonte, 39) si terrà una conferenza dedicata al mare Adriatico. Il naturalista Marco Affronte, con l’ausilio di numerose immagini

Discussione Un commento

  1. 26 gennaio 2012 alle 12:44

    Greenpeace intanto chiede al governo di approvare un decreto sulle rotte a rischio. Nel comunicato stampa l’ong scrive:
    “Greenpeace è sbigottita dall’atteggiamento del governo che dopo aver promesso, a seguito di un incidente che “non doveva capitare”, regole immediate sulle rotte di navigazione, chiede adesso accordi volontari a Confitarma e all’associazione europea delle imprese che gestiscono le navi da crociera. Rivolgendosi proprio ai responsabili di incidenti come quello del Costa Concordia.

    Basta una rapida analisi del database del Lloyd’s Register per verificare che l’impresa USA proprietaria del marchio Costa Crociere – la Carnival corporation & plc – ha all’attivo 225 incidenti, di cui 38 a carico di navi della flotta Costa. Se in questi anni le compagnie avessero voluto impegnarsi “volontariamente” in misure serie di prevenzione, avrebbero avuto tutto il tempo necessario per farlo.

    Su questo punto il governo italiano ha oltre dieci anni di ritardo. La legge 51 del 2001 (art. 5, comma 2) dà la possibilità di regolamentare il traffico pericoloso con un decreto del Ministro delle Infrastrutture di concerto con il Ministro dell’Ambiente. Sempre nel 2001 l’Italia ratificava l’Accordo con Francia e Monaco sul Santuario dei Cetacei – nelle cui acque si trova l’Isola del Giglio – che da oltre dieci anni attende misure di tutela per fronteggiare numerose minacce, più volte evidenziate da Greenpeace. [...]

    Greenpeace ha preso nota dell’impegno del Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che si è già espresso per una regolamentazione severa, promettendo una settimana fa un decreto che regolamentasse le rotte più pericolose. Poiché il tempo passa e non succede niente, Greenpeace ricorda al Ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, la sua precisa responsabilità nel garantire una risposta rapida ed efficace per la sicurezza in mare.”

Lascia un commento