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Il Veneto dice stop alle trivelle facili
Le province di Rovigo, Padova e Venezia saranno, per il momento, al sicuro dalle esplorazioni delle imprese di estrazione
Lo scorso 25 gennaio il consiglio regionale del Veneto all’unanimità ha votato lo stop alle trivellazioni nel sottosuolo nelle province di Rovigo, Padova, Venezia. Il relatore della proposta è stato il consigliere d’opposizione in seno al Partito Democratico, Graziano Azzalin.Questo stop suona come un forte “no” nei confronti delle multinazionali di svolgere attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio veneto. Soddisfazione bipartisan, il consigliere del Polesine in forza al Pdl, Mauro Mainardi, ha dichiarato:
“Con la strada intrapresa sia dal punto di vista normativo che da quello della convergenza politica, il Veneto si pone come modello di riferimento per gli altri territori fragili e si mette al riparo da eventuali evoluzioni normative”
Il consigliare fa espressamente riferimento a una delle bozze del decreto sulle liberalizzazioni, che agevola la ricerca e lo sfruttamento d’idrocarburi dal sottosuolo. Soddisfatto è il principale promulgatore della proposta di legge, Graziano Azzalin, il quale afferma:
“la confluenza politica raggiunta in aula è un segno importante che rende più forte il nostro territorio”.
In particolare, possono tirare un sospiro di sollievo gli abitanti della provincia di Rovigo. Infatti, una ditta texana, la Aleanna Resources, aveva presentato un progetto di “trivelle facili” alla Regione Veneto per sondare il sottosuolo delle province e per verificare la presenza di gas metano.











