• Centrale di Porto Tolle, lo stato dell’arte.

    La centrale Enel fa sempre notizia. Torniamo a parlarne anche noi, con le ultime news dal fronte

    Quando a fine  luglio il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la modifica dell’articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po, inserendo nel testo la possibilità per la centrale dell’utilizzo del carbone al posto di olio combustibile, ha, a tutti gli effetti, non tenuto conto del precedente bocciatura del Consiglio di Stato del 17 maggio 2011 che congelava i finanziamenti per la riconversione in quanto la valutazione dell’impatto ambientale(eseguita dal Ministero dell’Ambiente) non era stata analitica e puntigliosa. Tutti sanno che il carbone non inquina certamente meno del gasolio. E, in termini giuridici, quello della Regione è stato un passo falso.

    Per questo il 13 aprile il Consiglio di Stato deciderà ancora una volta sul futuro della centrale di Porto Tolle mentre il governatore del Veneto Luca Zaia fa sapere che la regione andrà avanti con il progetto di riconversione. Dall’altra parte l’avvocato Ceruti, difensore degli ambientalisti, assicura di essersi già mosso qualora la sentenza fosse a favore della riconversione e nel caso in cui si dovesse dare prevalenza alle modifiche di legge si andrebbe incontro ad una violazione delle direttive comunitarie, che prevedono la comparazione delle fonti energetiche. Inoltre, chiederà che la Regione sia condannata per lite temeraria, dato che, per il legale, non esistevano i presupposti per fare un ricorso.

     È l’Europa allora che giocherà un ruolo fondamentale nella bagarre giudiziaria. Il tutto complicato dai lavoratori  dell’industria che chiedono chiarezza e salvaguardia per il loro posto di lavoro.

    È del 14 gennaio invece la notizia della prima udienza del processo che vede come parti in causa l’Enel  contro l’Ente del parco del Delta, le Provincia di Ferrara e Rovigo, la Regione Emilia Romagna, Italia Nostra, Legambiente, Wwf e Greenpeace. I temi, com’è noto, sono strettamente legati a problemi di salute, oltre che di ambiente. Il pubblico ministero Manuela Fasolato ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone, tra amministratori Enel ed ex direttori della centrale di Porto Tolle, perché ritenuti responsabili di non aver adeguato la centrale di Polesine Camerini entro 18 mesi come imponeva la legge del 1987 che istituì il Parco del Delta. L’ipotesi del pm, contenuta nella sua memoria di 180 pagine è che ci sia un legame tra le omissioni e le patologie respiratorie nei minori fino ai 14 anni nel raggio di 25 chilometri. Asma e altre affezioni bronchiali, secondo l’accusa, subirono in quegli anni incrementi dall’11 al 16% .

    Il 7 e il 14 febbraio sono previste altre udienze.

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