• Perché il termometro al mercurio è così pericoloso?

    E come fare per smaltire quelli rotti

    foto da flickr.com

    Devi tenerlo in mano saldamente, ma non troppo, ché rischi di romperlo; dopo un paio di frustate nell’aria puoi vedere la colonnina scendere, e se al contatto con la pelle lo senti gelido, sai già che è febbre alta.

    C’è tutto un rituale che contribuisce ad accrescere il fascino del termometro a mercurio, compagno fedele di tutte le nostre influenze, insieme al gel balsamico e al paracetamolo.

    Dal 3 aprile 2009 è stato ritirato dal mercato, al suo posto il termometro elettronico, più veloce nella lettura e senza nessun rito ad accompagnarlo. Tanto che ci sembra quasi meno accurato, senza la prova visibile della colonnina che segna la temperatura.

    I fan dell’analogico potranno trovare in farmacia un termometro ecologico in vetro che contiene all’interno del capillare un composto molto simile, per quanto concerne le proprietà fisiche, al mercurio che ha il particolare privilegio di non essere inquinante e tossico per l’uomo e l’ambiente. Si tratta della lega di Gallio e Indio che può essere smaltita con i normali rifiuti domestici.

    Ma quanto è pericoloso il mercurio?

    La presenza di questo contaminante nelle acque superficiali o  nel terreno fa sì che  i microrganismi possano convertirlo in mercurio metilico, una sostanza che può essere assorbita rapidamente dalla maggior parte degli organismi ed è nota per causare danni importanti, quali  problemi riproduttivi ed alterazione del DNA.

    Cosa fare quindi con un termometro a mercurio rotto?

    Immediatamente dopo la  sua rottura  è consigliabile allontanare i bambini e le donne incinte dalla zona in cui si trova il mercurio e prima di effettuare qualsiasi manovra per la raccolta del metallo, dovrete togliere i gioielli che si indossano perché il mercurio forma con l’oro un amalgama, rovinandoli in modo permanente.
    Per evitarne l’evaporazione, ecco alcuni accorgimenti:
    • non frammentare ulteriormente le particelle fuoriuscite;
    • non utilizzare l’aspirapolvere o la scopa per raccogliere il mercurio per non contaminare la polvere e l’aria;
    • raccogliere i cocci di vetro del termometro e procedere a recuperare il mercurio facendolo scivolare su un foglio di carta o aspirandolo con una siringa senza ago o trattenendolo con il nastro adesivo.
    • non buttare il mercurio nel lavandino in quanto questo si accumula nel sifone ed evapora all’apertura dell’acqua calda.
    • Il mercurio recuperato va riposto in un contenitore non metallico, provvisto di tappo, versando sopra un po’ di acqua fredda e chiudendo il tappo.
    Dal momento che il mercurio riflette bene la luce, illuminando con una torcia elettrica la zona interessata dalla rottura dello strumento individuerete eventuali residui di metallo ancora presenti nell’ambiente.
    È necessario ventilare i locali prima di soggiornarvi, in particolare la parte bassa, più prossima al pavimento, dove i vapori pesanti di mercurio tendono a stazionare.
    Il mercurio raccolto non deve essere smaltito attraverso i normali rifiuti urbani, ma attraverso ditte specializzate per la gestione di rifiuti tossici (in genere nelle farmacie si trova, accanto al cassonetto per la raccolta dei medicinali scaduti, anche una vaschetta per la raccolta dei termometri e dei loro resti).
    
    
    
    
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Discussione Un commento

  1. 5 febbraio 2012 alle 18:58

    lo stavamo dicendo giusto l’altra sera… anche se per misurare la febbre lui era infallibile!!

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