• Addio ai boschetti aziendali

    All’interno del decreto legge sulle semplificazioni ecco una norma che permette agli agricoltori di riconvertire in zona rurale i cosiddetti boschetti aziendali. 3000 ettari di micro-oasi naturali a rischio in Emilia-Romagna

    Novità in arrivo per gli agricoltori emiliano-romagnoli. Con il decreto legge sulle semplificazioni varato dal governo Monti, si prevede la possibilità di ripristinare a uso agricolo i cosiddetti boschetti aziendali presenti in regione. In pratica, con il Programma regionale di sviluppo rurale (PSR) la Regione Emilia-Romagna aveva previsto che alcune aree agricole potessero per un periodo di tempo che va dai 10 ai 20 anni essere trasformate in superficie boscate, con la possibilità, al termine del contratto agro ambientale, di essere di nuovo coltivate. Tuttavia un’altra norma, questa volta nazionale, impediva nei fatti l’abbattimento di queste aree boschive. La legge sulla forestazione, infatti, prevede che qualsiasi superficie boscata di ampiezza maggiore ai 2 mila mq non possa più essere riconvertita. Il paradosso, di cui magari i legislatori della Regione avrebbero fatto bene tener conto prima di legiferare in materia, è stato risolto grazie all’interessamento dell’Assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che ha richiesto specificatamente al governo di risolvere l’impasse.

    Le polemiche non si sono fatte attendere: in un duro comunicato stampa, i Verdi di Ferrara hanno espresso il loro rammarico per le aree boschive che verranno abbattute. Si parla di 1300 ettari di “boschetti aziendali” solo nel ferrarese, per un totale sul territorio regionale di 3000 ettari che potranno essere riconvertiti a uso agricolo. Se da una parte quindi festeggiano gli agricoltori, dall’altra protestano gli ambientalisti, che considerano i boschetti come preziose aree naturalistiche in cui la fauna e la flora autoctona possono ritrovare il loro habitat ideale.

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