• Torino, il gelo annunciato inutilmente

    I meteorologi avevano previsto il freddo eccezionale delle ore passate, ma i provvedimenti presi sono stati insufficienti. Ma con alcune semplici cautele si possono salvare le tubature

    foto La Presse

    La nuova gelata che ha portato il Piemonte a raggiungere temperature fino ai – 20 in pianura era stata prevista con precisione “al grado Celsius”. In unarticolo apparso su La Stampa, il meteorologo Luca Mercalli aveva già annunciato la necessità di proteggere i tubi dell’acqua in zone esposte. Ma evidentemente le amministrazioni, compresa la società che gestisce l’erogazione idrica in provincia di Torino, non hanno dato ascolto agli ammonimenti degli esperti e hanno preso provvedimenti molto modesti.

    Risultato, il sistema idrico della zona è letteralmente esploso. Nella sola Torino, come avvisa in queste ore La Stampa online, sono bloccate quattro stazioni della metropolitana a causa del collasso delle tubature. Nell’intera provincia, inoltre, si registrano dati eloquenti. Solo nella giornata di ieri, le chiamate al numero verde per le riparazioni sono state molte migliaia: tubi gelati, contatori che saltano e fughe d’acqua conseguenti.

    Al momento, le squadre di pronto intervento sono impegnate a tempo pieno, mentre nella rete idrica torinese persistono perdite non identificate. Le conseguenze di questa emergenza sono naturalmente un aggravio del consumo elettrico per il pompaggio dell’acqua, gli allagamenti e i futuri strascichi legali, che aggiungeranno costi ulteriori al computo dei danni che già è stimabile in parecchi milioni di euro.

    L’esempio del Piemonte è istruttivo, perché mostra l’entità dei danni causati dall’assenza di adeguata prevenzione. Eppure, evitare simili disastri non è difficile, soprattutto se le operazioni strutturali sono affiancate una corretta informazione. Per proteggere gli impianti domestici con tubature all’aperto, ad esempio, esistono alcune semplici procedure che possono evitare problemi ingenti.

    Innanzitutto è bene avvolgere degli stracci (o meglio apposite manichette di isolante) su tutte le superfici di tubo esposto, incluso un involucro temporaneo sul contatore, che in genere rimane libero per ovvi motivi di lettura del quadrante; poi chiudere i finestrini di aerazione di cantine e locali tecnici, da dove si è insinuata l’aria fredda che ha gelato i tubi in genere disposti nelle vicinanze. Nel caso peggiore di nessun provvedimento passivo attuabile, si deve mantenere una debole circolazione d’acqua lasciando un rubinetto semiaperto.

    Paradossalmente, si dovrebbero controllare soprattutto impianti in edifici nuovi: una volta faceva più freddo e architetti e ingegneri costruivano con passaggi delle tubazioni in sotterraneo, mentre oggi le nuove villette a schiera hanno i tubi graffati sui muri esterni, dotati al massimo di una guaina isolante che dopo qualche ora di gelo non serve più a niente. Per quanto riguarda le seconde case non riscaldate, invece, non bisogna dimenticarsi di svuotare l’impianto, come ben sa chi ha una casa vacanze in montagna.

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