• La campagna per i ciclisti del Times arriva in Italia

    Arrivare anche in Italia la campagna sulla sicurezza stradale per ciclisti lanciata dal quotidiano londinese Times, #salvaiciclisti

    Tutto comincia con il più famoso, ma non venduto, giornale inglese che la scorsa settimana ha lanciato con successo una campagna per la sicurezza stradale dei ciclisti. Nata da un incidente occorso ad una giornalista (investita da un camion), ora Cycle Safety sta facendo scuola con un manifesto di otto punti sulla sicurezza stradale. La traduzione è del Post

    • I camion che entrano in città devono essere obbligati per legge a montare sensori, avvisi sonori di sterzata, specchi aggiuntivi e barre di sicurezza per evitare che i ciclisti finiscano sotto le ruote.
    • Bisogna identificare i 500 incroci più pericolosi, che devono essere ridisegnati o equipaggiati con semafori che diano la precedenza ai ciclisti e specchi che permettano agli autisti dei camion di accorgersi della presenza dei ciclisti.
    • Deve essere tenuta un’inchiesta nazionale sui ciclisti urbani per scoprire quante persone usano la bicicletta nel Regno Unito e quanti ciclisti sono uccisi o feriti, per promuovere l’effettiva sicurezza dei ciclisti.
    • Il 2 per cento del bilancio dell’Agenzia per le autostrade deve essere destinato a piste ciclabili di nuova generazione, destinando 100 milioni di sterline l’anno a infrastrutture per i ciclisti urbani tra le migliori del mondo. Ogni anno le città devono essere valutate sulla qualità dei servizi per il ciclismo.
    • Migliorare la formazione dei ciclisti e dei guidatori, e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte centrale dell’esame di guida.
    • Il limite di guida predefinito in aree residenziali dove non ci sono piste ciclabili deve diventare di 20 miglia orarie [poco più di 30 chilometri orari, ndr].
    • Le aziende devono essere invitate a sponsorizzare piste ciclabili e super-autostrade per il ciclismo, su modello del sistema di noleggio bici sponsorizzato da Barclays a Londra.
    • Ogni città deve nominare un commissario per il ciclismo urbano che si occupi delle riforme a livello locale.

    Regole e idee molto interessanti perché propongono misure semplici realizzabili anche in tempi brevi e con costi abbordabili. E secondariamente pensano a tutta la filiera della strada: dai ciclisti agli autisti, dalla società autostrade al coinvolgimento degli enti locali e nazionali. In Italia è stata lanciata una campagna, che riprende i contenuti della campagna del Times, rilancia e noi Sottobosco aderiamo.

    Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

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