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Sulle orme di Balto
Un viaggio di 120 km a bordo di slitte trainate da cani, sulle nevi e i ghiacci che ricoprono le montagne dell’Appennino Tosco-Emiliano.
-di Gabriele Fittipaldi | in Naturafeb 10, 2012
La neve che negli ultimi giorni ha ricoperto con un soffice manto bianco quasi tutta la nostra penisola ha creato non pochi disagi a coloro che dovevano spostarsi in città paralizzate dal traffico o su treni bloccati per ore sui binari. Per gli amanti degli sport invernali invece è l’occasione giusta per trascorrere divertenti week end sulle piste da sci, passeggiando tra boschi innevati con le ciaspole ai piedi o praticando lo sleddog.
Sono 15 gli equipaggi che mercoledì scorso hanno preso il via a bordo di slitte trainate da cani alla quinta edizione di “Balla coi lupi”, la traversata dell’appennino Tosco-Emiliano organizzata dalla Proloco di Miscoso in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano nell’ambito del progetto “Neve natura”. È di sicuro una delle manifestazioni più originali della nostra regione, la più importante dell’intero arco appenninico, che nel corso degli anni ha acquistato sempre più valore fino ad essere considerata tra i più affascinanti ed impegnativi appuntamenti di questa disciplina in campo nazionale.
Non si tratta di una competizione agonistica ma di un’esperienza grazie alla quale è possibile scoprire luoghi e zone non toccate dal turismo di massa, lungo un susseguirsi di salite e discese attraverso boschi innevati e passaggi ad alta quota che non hanno nulla da invidiare rispetto a quelli alpini. Nessuna pista battuta, equipaggi preparati e pronti per affrontare ogni tipo di difficoltà che il tracciato e le condizioni atmosferiche volta per volta presenteranno. Una tappa in notturna e ben due bivacchi all’aperto metteranno duramente alla prova i partecipanti, che saranno scortati da sette motoslitte e da un veterinario reperibile giorno e notte.I concorrenti che hanno preso il via sono uniti dallo spirito per l’avventura, dalla passione per la montagna e soprattutto dall’amore per gli animali. Esiste una grande complicità tra il musher (il conduttore della slitta) e i suoi cani, che si raggiunge solo grazie ad un lungo e paziente lavoro di addestramento. I cani vengono incoraggiati a dare il massimo sulla neve, giudati solo dalla voce del proprio musher a cui spetta il compito, al termire di ogni tappa, di allestire il giaciglio di paglia su cui riposeranno i suoi infaticabili amici a quattro zampe.
Quando sentiamo parlare di “cani da slitta” pensiamo subito al Siberian Husky, ma esistono altre razze di cani, come l’Alaskan Malamute o il Samoiedo, che permettono una maggiore velocità ma non la stessa resistenza al freddo e alla fatica dei Siberian, il cane da slitta per eccellenza. Questa razza è stata selezionata per avere una struttura fisica adeguata al traino di un peso e con un naturale desiderio di correre che scorre da secoli nelle loro vene. In questa disciplina un musher non costringerà mai un cane al traino perchè la velocità massima della slitta sarà quella del cane più lento della muta. I più pigri passeranno l’inverno davanti al caminetto come i normali cani da compagnia.
Se volete scoprire questo affascinante sport potete seguire la carovana lungo il tracciato della gara, avvicinando gli equipaggi e i cani al termine di ogni tappa. La manifestazione si concluderà domenica 12 febbraio con l’arrivo dei concorrenti a Schia, dove si terrà il cerimoniale delle premiazioni e la festa finale nel bellissimo Parco dei Cento Laghi.











