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La tracciabilità degli apparecchi elettrici per fermare il traffico illecito
Un progetto che affronta il problema dello smaltimento dei RAEE: per l’ecologia e contro il riciclaggio illegale
-di Giuseppe Fiordalisi | in Politicafeb 11, 2012
Un ambizioso e nello stesso tempo “ecologico” progetto è stato finanziato dal programma europeo “LIFE+ politica e ambientali” con il patrocinio di ANCI, Federambiente e Regione Emilia Romagna.governance. Il progetto italiano è nato grazie alla collaborazione tra l’Hera (una delle principali multiutility italiane), Ecolum (Spagna) ed Environ (Romania) con un finanziamento di 3,5 milioni di euro.
La finalità del progetto riguarda la tracciabilità dei RAEE, ovvero, dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche per raddoppiarne la raccolta pro capite così da favorire il recupero di materie prime che possono essere nuovamente reimpiegate. In un primo momento bisognerà intercettare i rifiuti elettronici, in particolare concentrandosi sui piccoli elettrodomestici e le lampadine esaurite ed immettendoli in un circuito di recupero e riciclo che limiterà i danni ambientali provvedendo all’isolamento e al reimpiego di sostanze dannose quali tungsteno, magnesio e mercurio oltre ai metalli rari.
Il progetto ha una durata quadriennale e si svilupperà per fasi, la prima delle quali prevede che entro il 2012 s’introducano contenitori speciali per la raccolta dei RAEE in diversi comuni aderenti all’iniziativa. Tutto avrà inizio dall’Emilia Romagna, nello specifico dai comuni di Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo. La sperimentazione avverrà in contemporanea anche a Saragozza e Bucarest dove i contenitori per la raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e di lampade a basso consumo saranno collocati lungo le strade, mentre i contenitori per i grandi elettrodomestici prenderanno posto nelle isole ecologiche e nei pressi dei centri commerciali.
Inoltre, sarà organizzata anche una stazione mobile per la raccolta domiciliare che aiutata da un sistema intelligente, permetterà la tracciabilità del proprietario del rifiuto dando la possibilità di quantificare con precisione la mole di materiale conferito. La seconda fase, riguarderà il biennio 2013-2014 in particolar modo si concentrerà sul monitoraggio e la catalogazione dei dati concernente, la raccolta e il recupero.
L’ultima fase avverrà nel 2015, quando saranno finalmente disponibili i dati conclusivi del progetto. Il progetto cercherà di attualizzare le indicazioni della Comunità Europea creando un sistema innovativo che permette di esaminare le abitudini dei cittadini e prevenire l’esportazione illegale dei Raee. Infatti, la tracciabilità dei rifiuti ostacolerà i rifiuti, il loro traffico illecito e la conseguente esportazione verso i paesi del terzo mondo dove stanno sorgendo delle vere e proprie discariche.












