• Notizie da Norimberga e dal biologico mondiale

    In trasferta al Biofach World Organic Fair, dove si riuniscono ogni anno gli operatori di tutto il mondo

    Una fiera internazionale come il Biofach World Organic Fair dice molto su tante cose. Sui mercati internazionali, sulla crisi, ma soprattutto su come il tentativo di salvaguardare l’ambiente e la salute umana si intrecci con l’economia.

    C’è chi nell’industria della sostenibilità ritrova solo il greenwashing, ma c’è anche chi ne fa una missione, immaginando un’economia che possa continuare a crescere ma in modopiù equo e pulito.

    Si respira un’aria un vagamente sognatrice in questi giorni nei giganteschi padiglioni del quartiere fieristico di Norimbeirga, in Germania, dove la manifestazione che si è aperta oggi proseguirà fino a sabato prossimo, il 18 Febbraio. Un’esplosione di voci e colori, di speranze e progetti che in tempo di crisi ha un sapore irreale.

    Il Biofach resta un appuntamento istituzionale irrinunciabile, con la presenza di molte personalità di rilievo del mondo dell’industria alimentare, della politica, dell’ambientalismo. E certo rappresenta un momento di riflessione che fotografa il meglio (e all’occhio attento anche il peggio) di uno dei pochi settori che continua a crescere a livello gobale nonostante la crisi.

    Forse è proprio questa evidenza che ha portato oggi alla sottoscrizione dell’accordo di equivalenza tra i regolamenti del biologico Europeo e Statunitense, cioè alla possibilità di libera circolazione per le merci certificate biologiche tra le due sponde dell’Atlantico.

    I risultati che il provvedimento dovrebbe avere nei prossimi anni sono stati illustrati oggi dal Commissario Europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos: burocrazia più snella, vantaggi per i piccoli produttori, maggiori opportunità di lavoro e quindi di crescita. Il fatto che un settore tuttora considerato marginale diventi un traino per l’economia mondiale fa riflettere.

    Il successo imprevisto del biologico, che sorprende anche gli stessi operatori, è un’altra delle facce del consumerismo, il consumo consapevole. Qui si possono incontrare chef che gestiscono ristoranti biologici, vegetariani e non, produttori italiani che promuovono ingredienti e prodotti gastronomici pronti.

    Ma la caratteristica principale di questa fiera è il mosaico di paesi che confluiscono ogni anno con il proprio bagaglio di tradizione e prospettive imprenditoriali. Globalizzazione e sostenibilità: un tentativo di attraversare il presente fosco senza ripetere gli errori del passato.

     

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