• Che aria tira in regione?

    Qualche dato per capire cosa respiriamo in città

    Si dice che con la neve  l’aria diventi più pulita. Probabilmente però è solo un detto popolare perché a guardare i dati dell’Arpa Bologna sulla qualità dell’aria proprio mentre in città cadeva quasi un metro di neve percepiamo il contrario.

    Il 6 febbraio, con la città imbiancata, il particolato ha superato i limiti consentiti  in tre delle quattro postazioni di controllo, ovvero Giardini Margherita, Porta San Felice e via Chiarini mentre in via Colombarola la tabella ci segnala un “non disponibile”  e la situazione è stabile  fino al 10 febbraio. Il giorno seguente solo Porta San Felice segna un aumento di polveri sottili, ma è una tregua perché il 12 i livelli di particolato si alzano ancora.

    Facciamo il punto della situazione dei dati all’indomani della pubblicazione, avvenuta a fine gennaio, del report sulla qualità dell’aria in Emilia-Romagna per l’anno 2011  a cura dell’Arpa regionale.

    Il report ci assicura che negli ultimi dieci anni la situazione dell’aria in regione è notevolmente migliorata, specialmente per alcuni degli inquinanti storici come monossido di carbonio e biossido di zolfo mentre per il PM 10 permangono zone critiche come i centri urbanizzati e ,come abbiamo notato, il supermanento della soglia di rischio per la salute è quasi quotidiana. Le criticità relative alla qualità dell’aria in regione sono sicuramente conseguenza di un sistema insediativo e produttivo altamente “diffuso” il quale, favorendo una sempre maggiore necessità di mobilità, rende il traffico veicolare un ulteriore elemento di rilievo come fonte di emissione di inquinanti atmosferici. A tutto ciò si somma il fatto che la pianura padana e, quindi, la stessa regione Emilia-Romagna sono caratterizzate, particolarmente nella stagione invernale, da uno scarso rimescolamento degli strati d’aria più bassi che comporta una limitata azione diluente sulla concentrazione degli inquinanti, una  situazione nota che trae origine da cause sia orografiche (le catene montuose che la circondano, eccezione fatta per la zona costiera), sia meteorologiche (le frequenti inversioni termiche e la scarsa ventosità).

    I fattori antropici dell’inquinamento sono sempre gli stessi: in regione il 67%  degli spostamenti avviene con mezzi provati e la media del percorso è 14 km. Il pm 10 si sprigiona proprio a causa del traffico veicolare. I dati rilevati evidenziano come, in regione, il numero di giorni con il superamento del valore limite per la protezione della salute umana (50μg/m3) risulti costantemente superiore a 35, ovvero il  massimo di giornate consentito in un anno dalla normativa. Parallelamente, si rileva però come, negli ultimi anni, il trend annuale del numero dei superamenti di tale limite sia in generale diminuzione, nonostante un leggero rialzo registrato nel 2010.

    Dati incoraggianti? Specchietto per le allodole? Quando capiremo che l’uso, anzi l’abuso, dell’auto è una delle cause principali del malessere delle nostre città?

    Per leggere il report completo http://www.arpa.emr.it/

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