• “Bici in città”, questo matrimonio s’ha da fare!

    Il dossier di Legambiente ci da qualche dato in più sulla situazione italiana

    Bici e città, ultimamente è diventato un binomio possibile grazie all’aumento delle iniziative per promuovere un percorso sostenibile anche all’interno della cerchia urbana, Legambiente fa il punto della situazione nel report “Bici in città” e noi abbiamo spulciato dati interessanti…

    Intanto una domanda semplice: dove ci si può muovere meglio in bici? Ci si muove meglio dove è condiviso un modello di mobilità complessivo per la città che vuole promuovere la bici in equilibrio con la pedonalità e trasporto pubblico contenendo la mobilità in auto, ci dice il dossier e noi da qui cominciamo a vedere dove le due ruote la fanno da padrona e dove no.

    La ripartizione modale degli spostamenti suddivisi tra pedoni, ciclisti, trasporto pubblico, moto ed auto è  il vero indicatore per una buona ciclabilità, oltre all’estensione di piste ciclabili per abitanti, ai metri quadri delle zone pedonali, al livello di traffico, la qualità del trasporto pubblico. Per Legambiente i punti fondamentali per una buona politica della mobilità ciclistica sono:

    • un BiciPlan complessivo della città che disegni la rete dei percorsi diffusi, ne indichi le priorità e le modalità per realizzarli;
    • un delegato tecnico-politico preciso (bicycle manager) che coordini l’ufficio mobilità ciclistica e l’ufficio biciclette
    • una programmazione pluriennale certa delle risorse finanziarie legate ai proventi della sosta a pagamento e/o delle multe, a finanziamenti di altri Enti sovra ordinati e/o di altri capitoli di bilancio di entrate certe che garantiscano continuità di finanziamento.

    Un esempio che ci riguarda?  Ferrara, Piacenza, Rimini, Parma e Reggio Emilia hanno buone o discrete percentuali di spostamenti in bici ma la pedonalità e il trasporto pubblico sono deboli; la mobilità insostenibile (auto + moto) rimane elevata, sopra il 59-65%. Bologna non è menzionata tra le prime città ciclo-friendly anche se la settimana scorsa l’assessore alla mobilità Andrea Colombo ha firmato la “Carta delle Città in Bici”, un documento di impegni che i Comuni sottoscrivono per promuovere la ciclabilità nelle proprie città attraverso interventi diretti in primo luogo all’interno delle singole amministrazioni.

    Un altro dato importante è che la media nazionale delle morti di pedoni e ciclisti dal 2001 è scesa rispettivamente di 35 e 9 punti percentuali. Per i ciclisti è ancora un calo mediocre che ci induce a riflettere sul fatto che una cultura della bicicletta stenta ancora a decollare.

    Ma una domanda sorge spontanea: cosa pensate della situazione dei ciclisti a Bologna? Io dico che la strada è ancora lunga e faticosa, intanto aspettiamo l’estensione delle piste ciclabili promesse dal Comune..

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