• AAA cercasi fusti tossici

    Sono passati quasi quattro mesi dall’incidente avvenuto a largo dell’isola di Gorgona, quando l’eurocargo Venezia ha perso il suo carico di rifiuti pericolosi. Per il momento sono stati ritrovati meno della metà dei bidoni contenti Molibdeno e catalizzatori di Nichel, e la compagnia Grimaldi, ancora impegnata nella ricerca dei restanti, ha presentato il piano di recupero per i fusti individuati.

    Undici anni e un giorno sono passati da quando il traghetto Moby Prince, mollati gli ormeggi dalle banchine del porto di Livorno, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo. Nel rogo che seguì persero la vita 140 persone, tra equipaggio e passeggeri.

    E proprio al grido “Non vogliamo un’altra Moby Prince”, i cittadini livornesi all’inizio dell’anno hanno protestato contro le scarse informazioni, i ritardi, e la spregiudicatezza che ha portato ad un altro incidente, questa volta senza vittime, nelle acque antistanti la costa labronica. L’eurocargo Venezia, di proprietà del gruppo Grimaldi, nella notte del 17 dicembre scorso perdeva incidentalmente buona parte del suo carico nel bel mezzo dell’arcipelago toscano, a largo dell’isola di Gorgona: oltre 200 barili contententi sostanze tossiche (catalizzatori di Nichel e Molibdeno), che sarebbero dovuti essere avviati allo smaltimento, sono così andati persi, senza che l’equipaggio fosse in grado di fornire informazioni dettagliate sulla loro possibile localizzazione.

    l'isola di Gorgona, da flickr.com

    L’incidente, causato dalla somma di due eventi contemporanei (un’intensa mareggiata, che avrebbe dovuto scoraggiare la navigazione da parte del cargo, e il rischio di collisione con un’altra imbarcazione che ha costretto il Venezia ad una manovra improvvisa e pericolosa), ha fatto sì che la nave perdesse i due semirimorchi che trainava con sé. E solo all’arrivo nel porto di destinazione, a Genova, l’equipaggio si è reso conto di aver perso nel tragitto parte del suo carico tossico.

    Una notizia che è venuta alla luce solo una decina di giorni dopo l’incidente, quando la Capitaneria di porto livornese si è decisa a diramare un comunicato in cui metteva al corrente la popolazione sui possibili rischi.

    La società Grimaldi, nel frattempo, si è mossa su due fronti: da un lato nella ricerca dei bidoni affondati e, dall’altro nello studio di un piano per il loro recupero. Quest’ultimo è stato presentato una settimana fa durante un convegno al Ministero dell’ambiente e prevede che si proceda alle operazioni di disinquinamento marino tramite l’utilizzo di appositi robot: i ROV, unità tecnologiche subacquee filoguidate, capaci di recuperare oggetti adagiati sul fondale tramite braccia meccaniche e senza l’ausilio di sommozzatori, dovrebbero entare in scena nelle prime settimane di maggio. Per il momento il loro compito sarà quello di recuperare i 96 barili (su 198) che sono stati individuati dalla nave Minerva uno, assoldata dalla Grimaldi proprio per tale scopo.

    L’assessore all’ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini, si è detta soddisfatta della reazione della compagnia, anche se ha avvertito che l’attenzione da parte delle istituzioni non verrà meno: “Vigileremo che il piano per la rimozione dei fusti individuati finora al largo di Gorgona, più volte sollecitato dalla Regione e presentato oggi dalla società Grimaldi, avvenga nei tempi annunciati e con le modalità di sicurezza che ci sono state garantite”.

    Nei giorni scorsi, infine, sono giunti i primi risultati delle analisi condotte sul pescato dall’Istituto Superiore di Sanità e le notizie sono, sembrerebbe, rinfrancanti: “Una prima analisi del pescato non ha rilevato una presenza significativa degli inquinanti dispersi. Ciò può, però, essere dovuto al limitato periodo di permanenza in acqua degli stessi», ha dichiarato il Ministro dell’ambiente Corrado Clini nel corso di un’audizione alla Camera.

    OkNotizie

Articoli Relativi

  • Rifiuti: sanzioni europee in arrivo

    L'Italia dovrà pagare 280 milioni di euro all'anno, a partire dal 2013, per la cattiva gestione dei rifiuti. Il Ministro Clini accenna ad un decreto ad hoc per evitare le sanzioni. Una soluzione che ricorda da vicino il modus operandi che ha portato al DL "salva-Ilva"

  • Ilva, approvato il dl salva-Ilva. Ora al Senato

    Approvato il decreto legge del Governo che sblocca gli impianti sequestrati ad Agosto, e intanto Ferrante ritira il ricorso contro il sequestro dei prodotti finiti

  • Condanna per comunicazione inefficace e contraddittoria

    A L'Aquila sono stati condannati in primo grado sette membri della Commissione nazionale Grandi Rischi che parteciparono alla riunione "pro forma" cinque giorni prima della scossa. Per molti è la scienza ad essere sotto accusa, eppure non è così. Si tratta solo di pessima comunicazione.

Lascia un commento