• Ma l’America sta in Svezia

    Come dice Vincent Vega in Pulp Fiction per raffrontare i popoli sono importanti le piccole differenze, sono queste che segnano lo stacco tra uno stile di vita sostenibile e non. E nel nostro piccolo più o meno sottobosco

    Mariestad, da flickr.com

    Ebbene sì lo stereotipo funziona: Stoccolma è la capitale di un paese ordinato, pulito, efficiente, senza crisi e verde. Basta qualche giorno di vacanza per appurare che tutto quanto di buono si dice non è leggenda ma verità. Certo, la Svezia è sempre il paese degli Uomini che odiano le donne, dove si incoronarono Re con bagni di sangue e si spara a primi ministri all’uscita del cinema e il cui maggiore regista gira film sulla morte e su quanto può arrivare in alto la detestabilità e l’ipocrisia familiare. Ma a parte questi (quasi) trascurabili dettagli tutto è come meglio lo si immagina.

    Seguono appunti di viaggio su quanto cade all’occhio in soli tre giorni di permanenza.

    EDUCAZIONE. 84 musei in una sola città di 850mila abitanti, uno ogni 10mila residenti. In Italia non dobbiamo certo prendere lezioni sul patrimonio artistico, almeno non sulla quantità dell’esposizione, sulla qualità invece sì. Gli Svedesi hanno una concezione del museo che punta tutto sull’accompagnamento didattico della visita. Non una serie di magnifici oggetti, quadri etc, ma un filo logico nitido che fa capire come leggere l’opera e come inquadrarla in un contesto artistico, sociale, storico. Da noi avviene solo di rado e per mostre singole, non nei grandi musei che tutto il mondi ci invidia. Per fare un esempio su tutti, l’Arkitektur Museet è composto da due semplici sale, una di queste con plastici che ripercorrono la storia degli edifici dalle capanne vikinghe alla moderna pianificazione di abitazioni eco-compatibili; detta così sembra piuttosto banale ma il tempo di visita è di almeno 2 ore e si entra letteralmente dentro ciò che è esposto.

    PARCHI PUBBLICI. È ovvio che ci sono delle imprescindibili differenze di clima e densità di popolazione, però Stoccolma ospita circa 1.000 parchi, che coprono il 30% dell’area cittadina. Il bisogno di spazi verdi comuni e irrinunciabili è ripetuto senza sosta in ogni guida e presentazione della città.

    MOBILITÀ. Le strade anche in orari di punta sono semivuote. Si sentono in giro preoccupazioni sul traffico che fanno ridere se paragonati alle nostre grandi città, o anche solo alla quotidiana fila di auto in colonna di via Massarenti ore 18 a Bologna. Si chiama pianificazione di lungo periodo, fatta di provvedimenti veri e non ammezzati: pedaggio per i veicoli in entrata nel centro cittadino, tutti i servizi ferroviari alimentati da elettricità rinnovabile, metà degli autobus cittadini utilizzano fonti di energia rinnovabile, campagna a favore dei veicoli verdi da immettere sul mercato. Anche qui i numeri sono un’agile conseguenza: 670 milioni di viaggi individuali effettuati ogni anno su una rete di più di 1.900 autobus e 1.000 carrozze ferroviarie e di metropolitana, il 68% degli spostamenti nel centro cittadino avviene a piedi o in bicicletta e durante le ore di punta il 78% dei viaggi all’interno della città sono effettuati con i mezzi pubblici, aumento di bici in circolazione del 75% dal 1994.

    EDILIZIA. Hammarby è un quartiere recentemente riqualificato che si trova a sud di Stoccolma. Un’area abitata da 20mila persone concepita per ridurre al minimo l’impatto ambientale ed essere energeticamente autosufficiente. 8mila appartamenti sono forniti da una sofisticata rete combinata da biomasse, biogas, pannelli solari, idrogeno e una centrale idroelettrica. I rifiuti vengono trattati in due modi: quelli differenziati vengono raccolti in cisterne sotterranee, aspirati e avviati al riciclaggio, gli scarichi invece sono convogliati in tante mini-centrali che li trasformano in biomassa e quindi energia. Con questo sistema coprono il 47% del fabbisogno per il riscaldamento domestico.

    CIBO. Non per cercare giustificazioni ma in un weekend è difficile trovare il tempo per riflettere se l’aringa fritta che stai addentando al sole proviene da allevamento, è biologica o pescata di frodo. Così dopo un’orgia di salmone (liscio, affumicato, con avocado, a guarnizione di un impasto di formaggio fresco e prezzemolo), si può leggere la Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo che istituisce un piano pluriennale per lo stock di salmone del Mar Baltico. Un documento che presenta con le tipiche caratteristiche del compromesso tra lobby della pesca (che vogliono garantire la il principio del “rendimento massimo sostenibile”) e gli ambientalisti (che vogliono “la salvaguardia dell’integrità e della diversità genetiche”), in entrmbe la presenza svedese è molto forte. Il piano non è vincolante, è stato redatto due anni dopo la scadenza dell’accordo precedente e attraverso un complesso sistema di regole stabilisce criteri minimi di periodi di riposo biologico e taglie minime di sbarco.

    PARI OPPORTUNITÀ. Il cambio della guardia è uno di quegli eventi nazional popolari per turisti: due cavalli, una fila di soldati che marcia con passo marziale attorno al Palazzo Reale. Gli svedesi ci aggiungono il loro e a proteggere/rappresentare il proprio Reame mettono donne, indiani barbuti e militari con gli occhiali da vista da secchione.

    Fonti dati: Allenza Progressista di Socialisti & Democratici al Parlamento europeo, Comune Stoccolma, Linkiesta, Visitstockholm.com

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Discussione Un commento

  1. 20 aprile 2012 alle 17:38

    tutto quello che scrivi è verissimo, la sensazione, quando giri tra le vie del centro di Stoccolma è quella di pulizia, ordine, cura per i particolari il chè rende questa città unica, un po’ freddina ma molto affascinante. Stoccolma è da visitare per prendere esempio, per toccare con mano che non c’è scusa che tenga quando qualcuno dice che una città di grandi dimensioni non potrà essere mai ecosostenibile.. Stoccolma ne è la prova “vivente”

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