• I punti dolenti del quinto conto energia secondo le associazioni di categoria

    La contromossa delle associazioni del settore fotovoltaico in un documento di otto punti, per scongiurare il drastico taglio degli incentivi statali ipotizzato nel decreto presentato dal Governo.

    Il decreto ministeriale varato dal Governo per definire i nuovi criteri per gli incentivi al fotovoltaico non ha stupito più di tanto le associazioni di categoria, così  come aveva preannunciato lo stesso Ministro Clini pochi giorni prima della sua presentazione. Le modifiche più consistenti riguarderanno principalmente un taglio ai finanziamenti pubblici per il settore: al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1° gennaio 2013 per il non fotovoltaico, entrerà in vigore la nuova  normativa. Dai sei miliardi di spesa attuali si passerà a tre; per gli impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore ai 12Kw sarà necessaria l’iscrizione ad un apposito registro; stop agli impianti industriali a terra e niente più bonus per la rimozione dell’amianto.

    Ora tocca alle Regioni, una volta riunita la Conferenza Unificata, proporre possibili modifiche al testo. Ed è per questo che nell’incontro di ieri con gli organi tecnici della Conferenza delle Regioni, il cui parere consultivo risulterà determinante per licenziare lo schema di Decreto sul V Conto Energia, le associazioni di categoria hanno presentato una proposta unificata, consistente in un documento di otto punti, teso a illustrare le posizioni del settore. Un gesto per sottolineare “l’intento di esprimere la necessità di un intervento da parte delle Regioni per ristabilire nei contenuti del Decreto sul V Conto Energia, quei criteri che vanno nella direzione della sostenibilità del settore, della salvaguardia degli investimenti in corso e della promozione dell’industria e dell’occupazione del nostro Paese”, recita la nota introduttiva redatta congiuntamente da APER, ASSOSOLARE, IFI e AES.

    1.-Mantenimento del Tetto di spesa a 7 miliardi di euro : un target d’incentivazione residua a 500 milioni di euro, come prevista dall’attuale schema di Decreto, non sarà in grado di far transitare le imprese del settore verso l’uscita del sistema di supporto vigente, in vista del raggiungimento della Grid Parity;

    2.-Registro: limitare l’introduzione del meccanismo del Registro agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 KWp, non appesantendo ulteriormente la burocrazia per gli operatori e gli utenti ma, in egual modo, contrastando eventuali fenomeni di tipo speculativo legati alla realizzazione di impianti di taglia superiore;

    3.-Premialità: ripristinare il premio per l’utilizzo di componentistica Made in Europe, quello sullo smaltimento dell’amianto, quello sull’efficienza energetica e l’innovazione, volti a promuovere in modo virtuoso lo sviluppo della filiera produttiva nazionale ed europea, la salvaguardia ambientale e gli investimenti;

    4.-Data di entrata in vigore: si chiede un periodo transitorio di “tre mesi dalla data di raggiungimento dei 6 Miliardi di €, al fine di lasciare al mercato e agli organizzatori di tutelare gli investimenti in corso;

    5.-Retroattività e tutela degli investimenti: non consentire provvedimenti retroattivi sulle realizzazioni già effettuate, introducendo una “Norma di Salvaguardia” che garantisca la tariffa del IV Conto Energia erogata per gennaio 2013, a condizione che tali impianti entrino in esercizio entro la data di entrata in vigore del V Conto Energia;

    6.-Tariffe: vista la drastica e repentina riduzione delle tariffe presenti nel V Conto Energia e la trasformazione delle stesse in omnicomprensive, prevedere una rivalutazione inflattiva sulla quota parte della tariffa omnicomprensiva, pari alla quota “energia”;

    7.- Sistema innovativo di sostegno al mercato in grid parity tramite il meccanismo dello scambio sul posto: il V Conto Energia prevede che le tariffe incentivanti siano
    alternative al meccanismo dello scambio sul posto, si suggerisce quindi di estendere la disciplina dello scambio sul posto anche per impianti di potenza superiore a 200 kWp.
    L’innalzamento del valore di potenza per l’accesso al meccanismo dello scambio sul posto aprirebbe la strada alle prime applicazioni del fotovoltaico in grid parity, senza incidenza di costo alcuno per la collettività;

    8.-Bonus fiscale sugli utili reinvestiti in impianti fotovoltaici con tecnologia italiana: introduzione cioè di un sistema che, tramite la detassazione dell’utile realizzato dai titolari di impianti ammessi ai conti energia precedenti, consenta a tali soggetti di “autofinanziare” la realizzazione di nuovi impianti, impiegando il risparmio d’imposta di cui essi beneficiano nell’ambito della realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, realizzati con componentistica e tecnologia nazionale;

    Le Regioni, per conto loro, annunciano che cercheranno di modificare le parti più critiche del decreto, sottolineando come, nel caso le nuove norme venissero approvate così, ci sarebbero forti ricadute in termini occupazionali proprio in ambito locale.

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