Anche la nostra inchiesta "la ciclabile che vorrei" finisce nel calderone tritattutto della dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono. Siamo andati in giro per la città a fotografare e raccontare quattro incroci (via Sabotino, via San Vitale, via Dante e via Matteotti), con l'idea di portare il risultato del nostro lavoro all'Assessore alla Mobilità Saliera per darle un umile ma determinato consiglio su come spendere i 5,5 milioni di euro stanziati dalla Giunta.
Elezioni e dimissioni fermano tutto, il piano sulle due ruote verrà ripreso (speriamo) dalla prossima amministrazione. Come trovare allora una degna conclusione del reportage?
Facilissimo, basta pensare in grande al progetto di maxi ciclabile tra Bologna e Verona. Nove Comuni: Anzona dell' Emilia, Camposanto, Calderara di Reno, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, Sant' Agata Bolognese, San Felice sul Panaro e San Giovanni in Persiceto, hanno chiesto a Reti Ferroviarie Italiane di poter utilizzare il rilevato feroviario dismesso in seguito all'inaugurazione del nuovo doppio binario sulla linea BO - VR. Come ci spiega Andrea Morisi, Assessore di San Giovanni in Persiceto a sostenibilità ambientale e mobilità, si è subito pensato che la ciclabile fosse la soluzione migliore per un riutilizzo proficuo del tratto di ferrovia altrimenti da smaltire a costi elevati.
Rotaie e traversine son già state allontanate, la pista è sgombra ma deve esser messa a norma. Per questo si cercano finanziamenti a più livelli: il Documento unico programmazione dei Comuni del Bolognese, la Provincia e la Regione Emilia-Romagna che per la pista vera e propria ha già stanziato 600mila euro e che già sono disponibili e utilizzabili per lavori la cui fine è prevista per il 2011; a livello europeo (il percorso rientra nel corridoio europeo Eurovelo 7 da CapoNord a Malta), si cercano fondi per i collegamenti con percorsi già esistenti. L'amministrazione di San Giovanni in Persiceto si è data come tempi di realizzazione il 2013, ossia la fine del proprio mandato.
Facendo un ragionamento più politico, l'Assessore Morisi, racconta come questo progetto rientri nella filosofia dei percorsi verdi Greenways Italia: "recupero di vecchie infrastrutture già esistenti all'interno di un corridoio ecologico per la conservazione della biodiversità delle specie animali, naturali e umane". Un tipo di sostenibilità che tocca tre fondamentali aspetti: "sociale, ambientale ed economica". Tanti piccoli Comuni sarebbero collegati meglio fra loro e si farebbe un salto di qualità passando "da una mobilità dolce e sostenibile locale ad una intercomunale a più ampio raggio. Per di più questo si gioverebbe dell'intermodalità tra mezzi di trasporto: ferrovia e pista ciclabile sono vicine e interscambiabili, con grandi vantaggi per i cittadini, gli utenti e i turisti".
Un simile progetto deve avere una degna conclusione e Morisi pensa già ad una festa d'inugurazione: "bisogna fare animazione e attività per fare conoscere queste cose. Già un anno fa si era organizzata una giornata insieme alla Fiab - Federazione Italiana amici della bicicletta".