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Mercoledì, 08. Settembre 2010

Il ministro e il panino anticrisi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Lou Del Bello   
Domenica 07 Febbraio 2010 21:40

Per parlare con cognizione di causa bisognerebbe averlo assaggiato. Ma per questa volta, concedetemi il pregiudizio, sostenuto da lunghi anni di frequentazione della catena di fast food più amata odiata del mondo. Concedetemi di parlare di McItaly, il nuovo panino di McDonald's, senza infliggermi la pena di provarlo, perché tanto il bollino di qualità ce l'ha già messo il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

La specialità in questione è una raffinata composizione di Asiago Dop, pane all'olio d'oliva, carne italiana, lattuga e crema di carciofi degna dei peggiori bar di periferia. Roba da far impallidire il cappuccino di Starbucks o la pizza hawaii con prosciutto cotto e ananas.

mcitalyIl tentativo di riabilitare il fast food con un'impronta di qualità locale è piuttosto goffo, non c'è neppure bisogno dell'avvertenza di rito, "l'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto", per intuire che quello che ci si trova davanti all'apertura della scatoletta non assomiglia proprio all'appetitoso panino della pubblicità.

Ma quello che lascia davvero sorpresi non è il "tradimento nazionale" da parte del governo italiano, come l'ha definito il critico gastronomico Matthew Fort dal sito del giornale inglese Guardian, che tanto ai tradimenti governativi ci siamo abituati da un po'. Ciò che fa strabuzzare gli occhi di questa vicenda è la fantasia con cui il Ministro Zaia promuove la nuova linea di hamburger, sostenendo che questa aiuterà a diffondere "un'impronta di gusto italiano tra i nostri giovani".

Come giovane italiana mi sento un po' offesa. Quello che riscontro tra i venti e trentenni di oggi è un grande interesse per la riscoperta delle tradizioni gastronomiche italiane, curiosità per la cucina etnica, cura degli ingredienti di qualità. Se tanta parte delle ricette delle nostre nonne saranno tramandate dai fruscianti quaderni ingialliti alle pagine web, spesso corredate da bellissime foto e da indicazioni su dove reperire gli ingredienti migliori, sarà grazie ai nipoti, che hanno compreso il valore della buon mangiare e si sono fatti carico della traduzione e conservazione di questo patrimonio gastronomico. Provare per credere, basta una veloce ricerca per scoprire centinaia di magnifici blog del genere.

Invece, nella pubblicità televisiva come nelle parole del Ministro Zaia, i giovani sono dipinti come trogloditi che vanno presi per l'orecchio per imparare la differenza tra caviale e patate fritte.

Mi viene il dubbio che se gli under 30 in Italia sono spesso meno indipendenti dei loro coetanei di altri paesi, più immaturi, insomma un po' bamboccioni, la responsabilità sia anche di una classe dirigente anziana che ci vuole e ci rappresenta così.

"Questo prodotto – ha affermato Zaia in risposta alle critiche di Fort, dopo avergli dato dello strillone Staliniano - consentirà ai clienti di Mc Donald's di mangiare un hamburger sano fatto con prodotti Made in Italy PDO e PGI. Noi speriamo che questo li convincerà a dimenticarsi del cibo spazzatura e a scegliere un cibo più sano e di qualità migliore. Siamo sicuri che funzionerà".

Una bella zappa sui piedi per una catena di ristoranti specializzata in junk food! Ma siamo sicuri che i direttori marketing del Mc Donald's non sono così sprovveduti, né che basterà un panino, per quanto delizioso (ma anche no) per far fuggire tutti gli affezionati verso la pizzeria napoletana più vicina o il ristorante a gestione familiare.

Ma la dichiarazione più esplosiva il Ministro l'ha fatta durante la presentazione di Roma, lo scorso 5 febbraio: "Voglio ricordare che questo accordo rappresenta un'occasione importantissima per l'agricoltura italiana: la multinazionale dei nostri contadini entra nel McDonald's, con la possibilita', cosi', di esportare il Made in Italy in tutto il mondo, soprattutto tra le giovani generazioni. I numeri parlano chiaro: in una giornata tipo, la linea McItaly ha registrato il 15 per cento del totale delle vendite giornaliere di McDonald's, parliamo di circa centomila panini consumati. Un risultato che va addirittura al di la' dei nostri pronostici".

Come abbiamo fatto a non pensarci prima? La soluzione alla crisi dell'agricoltura è una partnership con il McDonald's. Esportiamo di più, potenziamo un sistema agricolo omogeneizzato e industriale. Facciamo viaggiare il nostro formaggio più lontano possibile aumentando l'inquinamento e i costi di trasporto. Valorizziamo un'immagine del "gusto italiano" povera e standardizzata, così sarà più facile venderla anche ai consumatori di culture alimentari diverse. Facciamo sì che i contadini non si relazionino direttamente con il consumatore, ma con grandi multinazionali in grado di tenerli in pugno decidendo i prezzi. Combattiamo la concorrenza del mercato internazionale sul suo stesso terreno e con le sue stesse armi.

Italiani, fidatevi: un panino ci salverà.

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