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Legambiente dice che si può fare: l’Emilia-Romagna e l’Italia tutta possono raggiungere gli obiettivi europei previsti dalla nuova direttiva relativa ai rifiuti, che obbliga gli stati membri della UE ad attuare politiche per la riduzione della produzione dei rifiuti stessi, incentivando la raccolta differenziata ed arrivando entro il 2020 al riciclaggio del 50% dei materiali di scarto.
Per ricompensare tutte quelle amministrazioni che si stanno già adoperando ed impegnando in questo senso, e per spronare chi invece è rimasto indietro, l’associazione ambientalista stila la classifica dei comuni più meritevoli nella gestione dei rifiuti all’interno dell’annuale dossier sui “Comuni Ricicloni”. L’indagine, presentata venerdì mattina nella sede di viale Aldo Moro della regione, è stata condotta a livello locale da Legambiente Emilia-Romagna con la collaborazione dell’Assessorato regionale all’Ambiente ed Arpa. I dati raccolti, relativi al 2008, hanno decretato i vincitori tra i 123 comuni che hanno risposto al questionario di Legambiente: Soragna (Pr) con l’80,2% di raccolta differenziata, Monte San Pietro (Bo) con il 74,4% e Fidenza con il 62,2% salgono sul primo gradino del podio, rispettivamente nelle categorie dei piccoli comuni (meno di 5 mila abitanti), dei comuni di medie dimensioni (tra 5 mila e 25 mila abitanti) e dei grandi comuni (con più di 25 mila abitanti). La loro è in realtà una doppia onorificenza, dato che non solo hanno incrementato le percentuali di raccolta ma si posizionano in cima alle classifiche regionali dei comuni con il minor quantitativo di rifiuti smaltiti in discarica o negli inceneritori. Non è di certo un caso che in tutte e tre le città sia stato introdotto il sistema di raccolta porta a porta. Sono stati premiati anche i comuni di Campegine (Re), Cavriago(Re) e Piacenza per il maggior quantitativo di carta riciclata. Zibello (Pr), Argelato (Bo) e Cervia (Ra) ricevono invece il riconoscimento per la maggior percentuale di raccolta di organico per compost. Accanto alle graduatorie, gran parte dello studio è dedicato alle “buone pratiche”, le azioni virtuose adottate dalle amministrazioni locali per ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte e per incentivare la raccolta differenziata. A Fidenza, ad esempio, i cittadini possono rifornirsi di acqua potabile (liscia, gasata e anche fresca) nella fontana della piazza principale, e in tutte le mense scolastiche sono stati installati filtri ai rubinetti: un buon modo per limitare lo spreco di plastica delle bottiglie. Ferrara ha promosso il recupero dei RAEE attraverso l’iniziativa “tRiciclo PC con Linux”. A Nonantola (Mo) si è pensato bene di incentivare l’uso di pannolini lavabili: i normali pannolini usa e getta rappresentano il 4% dei rifiuti urbani ed ovviamente non sono riciclabili; quelli riutilizzabili, invece, fanno risparmiare alberi e petrolio per la produzione, e denaro alle famiglie per l’acquisto. Gli abitanti di Guiglia (Mo) vanno a fare la spesa con una borsa di stoffa regalata dal comune, mentre in provincia di Parma tutte le sagre estive diventano per regolamento delle Ecofeste con stoviglie lavabili, nessun imballaggio e bidoni differenziati per i pochi rifiuti. I “Comuni Ricicloni” sono la testimonianza concreta che nella nostra regione esistano già sistemi e politiche di riduzione dei rifiuti facilmente imitabili, che vanno anche ad incrementare la quantità di materiale riciclato se supportate da un’elevata qualità dei servizi. In questi esemplari di paesi virtuosi le discariche e gli inceneritori non sono necessari e i bidoni del porta a porta in casa non sembrano essere una grossa scocciatura: molti cittadini hanno forse capito quanto sia importante prevenire, riutilizzare e riciclare!
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