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Giovedì, 09. Settembre 2010

Perché Sottobosco? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione   
Giovedì 07 Maggio 2009 17:06

Sottobosco.info ha avuto un nome ben prima di possedere un indirizzo sul web. In questo nome c'era tutto ciò che ci serviva per cominciare, c'era l'anima del progetto. Volevamo un settimanale di informazione indipendente sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile, che parlasse di cose vicine che ci accadono intorno tutti i giorni, e si facesse molte domande. Abbiamo scelto di fare da soli, senza chiedere aiuto a istituzioni o privati, perché la responsabilità fosse interamente nostra, nel bene e nel male.

Il nome Sottobosco ci è subito piaciuto, ricorda quelle passeggiate in collina, in mezzo agli alberi fitti dove a malapena passa la luce. Da lontano, di un bosco vedi solo le cime degli alberi, che nascondono il resto, ma se ti avventuri nel folto entri in un mondo diverso, e scopri che le cose non sono quelle che sembrano.

Questo è quello che succede spesso a chi si avvicina al mondo dell'informazione dall'altra parte della barricata, deciso a diventare un giornalista. Si sceglie il giornalismo perché si vuol fare qualcosa di utile e non si ha la vocazione per fare il medico o la prostituta, perché si è curiosi e un po' idealisti. Perché si pensa che la verità, dopotutto, possa ancora servire a qualcuno e che l'informazione aiuti la gente a sviluppare un senso critico, a porsi delle domande, a pensare. E magari alla fine a cambiare le cose. Un giornalista non fa rivoluzioni, ma possono farle le persone che grazie al suo lavoro mettono in discussione il mondo. Infine, direbbe David Randall, si diventa giornalisti anche per egocentrismo. Non è lusinghiero, ma nemmeno una colpa, non fosse che questa pare essere l'unica motivazione rimasta. Entrare nella foresta dell'informazione da addetto ai lavori significa, soprattutto in Italia, scoprire che il sospetto di molti verso la casta dei giornalisti è quasi sempre giustificato.

Funziona più o meno allo stesso modo per l'ambiente: tutti ne parlano, quasi nessuno fa qualcosa o semplicemente prende il problema sul serio. E soprattutto nessuno, particolarmente in Italia, ti spiega quali sono le vere emergenze ambientali, i problemi che di qui a cinque anni faranno tremare le fondamenta delle società benestanti della Terra. Tanti di questi sono sotto il nostro naso, ma semplicemente non ci poniamo domande a riguardo. Certe cose sono appannaggio di governi, multinazionali, al massimo degli eroi. Non è vero.

Il nostro obiettivo è darci da fare su entrambi i fronti: vogliamo un'informazione e un'aria pulite. Siamo giornalisti e vogliamo fare il nostro mestiere con umiltà e professionalità. Ci piace pensare che il cambiamento parta da un punto di vista diverso su ciò che è vicino, e per questo vi proponiamo notizie dal posto dove abitiamo, l'Emilia Romagna. Non vi promettiamo di raccontare tutto ciò che succede, ma di non nascondervi nulla, questo sì. Possiamo farlo perché non abbiamo partiti né grandi finanziatori alle spalle. Intendiamo meritarci la vostra fiducia facendo un giornalismo mai pensato per un pubblico pagante. Vogliamo essere una fonte d'informazione utile ed affidabile ma anche restare aperti all'ascolto e al dialogo. Scriveteci, inviate segnalazioni, commentate e votate gli articoli.

 

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