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Mentre si cerca di arrestare l’onda nera del Lambro che da giorni naviga il Po in direzione dell delta, a Modena avviene un altro caso di inquinamento delle acque. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 24 febbraio, una chiazza oleosa, scura e nauseabonda si diffonde lungo un chilometro del Cavo Minutara, canale che scorre nei pressi della zona industriale Torrazzi, a nord-ovest della città.
A lanciare l’allarme poco dopo le 17 sono i volontari del Centro Fauna Selvaggia “Il Pettirosso”, preoccupati nel vedere alcuni volatili ricoperti da una strana sostanza nerastra. L’intervento di Arpa ed Hera è tempestivo: i tecnici hanno subito delimitato la zona inquinata immergendo barriere di materiale oleoassorbente, evitando così la contaminazione del vicino canale Fossa Monda. Nei giorni successivi l’area è stata monitorata costantemente e si sono effettuate le necessarie azioni di bonifica, aspirando la pellicola inquinante ed immettendo acque pulite per ripristinare il naturale ecosistema. “Fortunatamente la situazione è ora sotto controllo – ci spiega Luigi Parenti, responsabile del Settore Territorio della sezione modenese di Arpa – anche se i danni a flora e fauna sono ingenti. Siamo in attesa dei risultati delle analisi delle sostanze ed abbiamo già avviato le indagini per risalire al probabile stabilimento colpevole dell’azione”. Il pericolo è quindi rientrato, ma per avere un’idea del danno ambientale prodotto contattiamo Piero Milani, responsabile del Centro Il Pettirosso: “Ovviamente nessun pesce si è salvato. Abbiamo trovato due esemplari di germano reale morti. Siamo riusciti a recuperare solo venti esemplari della stessa specie, che ora sono in cura presso il nostro centro. Il danno per i volatili si aggrava se si pensa che alcune specie erano già nella fase di nidificazione, come nel caso delle gallinelle d’acqua e degli stessi germani reali in terapia, che infatti stanno continuando a produrre le uova nelle gabbie”. Lungo il canale Minutara e nelle aree circostanti in questi anni si era riusciti a creare un habitat ideale per numerose specie animali: molte acquatiche, come ad esempio le gambusie che tra l’altro, nutrendosi delle larve di zanzara tigre, svolgono anche un compito importante nella lotta al fastidioso quanto pericoloso insetto; tra i volatili, oltre ai già citati germani reali ed alle gallinelle d’acqua, non di rado stazionano in queste zone tranquille martin pescatori, aironi bianchi e cenerini, e beccaccini. Attendendo gli sviluppi dell’inchiesta che determinerà le responsabilità della vicenda, non possiamo che lodare il pronto intervento dei tecnici di Arpa ed Hera, ed ammirare la dedizione e la passione con cui i volontari si stanno prendendo cura dei volatili avvelenati.
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