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Giovedì, 09. Settembre 2010

Inquinamento del Minutara, la parola a Piero Milani PDF Stampa E-mail
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Scritto da Laura Simoni   
Domenica 07 Marzo 2010 21:52

Dopo poco più di una settimana dallo sversamento inquinante nel canale Minutara, nella zona a Nord-Ovest di Modena, sessanta volontari, di cui trenta veterinari, lavorano costantemente al Centro Fauna Selvatica “Il Pettirosso” per ripristinare l’ambiente devastato e curare gli animali salvati.

Abbiamo incontrato Piero Milani, responsabile del centro, e ci siamo fatti raccontare del loro impegno per arginare i danni ambientali causati da questo piccolo (se confrontato con quello del Lambro) ma significativo caso di inquinamento idrico.macchia

Come appariva l’area intorno al Minutara prima dell’episodio di mercoledì scorso?

Qui si è tentato di creare un habitat ideale per molte specie animali fra un canale ed una ex-discarica, a due passi dalla città. E ci si è riusciti. Il nostro dispiacere è quindi doppio, pensando a quanti sforzi abbiamo fatto noi volontari, insieme al comune di Modena, per creare tutto questo.

Dieci anni fa, quando nacque il centro, la situazione era ben diversa. Creando l’ambiente giusto intorno al canale, hanno iniziato a venire le gambusie, un pesce utile per la lotta alla zanzara tigre. Con le gambusie sono arrivati i primi esemplari di martin pescatore, e poi i germani reali, aironi bianchi e cenerini, guardabuoi, gallinelle d’acqua. Anche molti caprioli, scoiattoli rossi, ghiri, donnole, faine, volpi vengono spontaneamente nella zona intorno al centro.

Qual è stato il danno sulla flora e la fauna della zona? E come siete intervenuti?

Fortunatamente, dopo le immediate operazioni di bonifica di Hera ed anche a causa delle grosse piovute degli ultimi giorni, i danni al canale e agli argini non dovrebbero essere gravi. Le gambusie e gli altri pesci sono morti tutti. Abbiamo ritrovato due germani reali privi di vita. I volatili sembravano unti: avevano una patina scura ed oleosa sulle piume.

Grazie all’odore pungente emanato dalle sostanze rilasciate nel Minutara, gli animali si sono allontanati dalla zona inquinata. Ancora oggi, a distanza di una settimana dalla bonifica, nessun germano, airone, né gli altri volatili che teniamo liberi nel nostro centro, si è ancora avvicinato al canale né immerso nelle acque.

A quei pochi esemplari che siamo riusciti a recuperare abbiamo fatto i sondini per ripulire gli apparati interni e abbiamo lavato il piumaggio con i detergenti che di solito usiamo per pulire vernici, petrolio ed altre sostanze simili. Questo significa che sicuramente la sostanza inquinante era molto aggressiva: probabilmente si trattava di idrocarburi, simili a quelli che sono stati sversati nel Lambro.

Il danno per questi volatili è aggravato dal fatto che essi sono già nella fase della deposizione delle uova: la sostanza inquinante penetra nei pori dei gusci soffocando ed avvelenando il loro contenuto, ed a questo non c’è rimedio.

Lei crede che le indagini avrebbero potuto o dovuto ottenere un risultato certo?

germaniI tecnici di Hera ed Arpa hanno subito iniziato ad indagare studiando i percorsi delle reti fognarie da un lato, e dall’altro analizzando i prelievi, i quali però non hanno fornito alcun esito, dato che, come ci hanno spiegato, la sostanza era troppo diluita. Quindi la volontà da parte loro di arrivare al responsabile c’è stata, ma purtroppo, non disponendo di adeguati mezzi e risorse per giungere a conclusioni certe, la loro denuncia sarà contro ignoti.

Il primo tassello, quello del pronto intervento, funziona. È sul secondo tassello che bisogna lavorare, quello dei successivi accertamenti sulle responsabilità.

Quindi, mi chiedo, l’autore dell’accaduto perché non dovrebbe rifarlo? Dispiace che non ci sia un colpevole, ma anche se si fosse riusciti a risalire al responsabile saremmo ugualmente dispiaciuti e adirati nel pensare all’irrisorietà della multa che avrebbe rischiato di prendere. Per questo siamo molto avviliti quando avvengono questi episodi.

 

Mentre parliamo, entra Francesco, volontario del centro, con una poiana intossicata che necessita di cure urgenti: lasciamo tornare Piero Milani al suo lavoro e lo salutiamo con ammirazione.

Quello che vi abbiamo narrato non è il primo caso di inquinamento di queste acque. Già ad agosto era avvenuto un simile episodio, anche se di minor entità, che però non aveva avuto la stessa risonanza mediatica, bensì lo stesso scioglimento: interventi di bonifica per riparare ai danni e una denuncia contro ignoti.

E malauguratamente non è nemmeno l’ultimo. Luigi Parenti, responsabile del Settore Territorio di Arpa Modena, ci dà notizia di un nuovo atto di inquinamento idrico, fortunatamente già risolto: dieci litri di gasolio scaricati in un canale nella zona industriale di Castelfranco Emilia (Mo), proprio nella mattinata di giovedì 4 marzo.

I negativi effetti emulatori all’ombra del Lambro continuano. Il Sottobosco tiene alta l’attenzione.

Commenti
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pirex   |87.23.210.xxx |2010-03-08 16:22:15
laura, quanti animali hai salvato?
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