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Giovedì, 09. Settembre 2010

Ogm alla riscossa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Filippo Piredda   
Domenica 07 Marzo 2010 22:11

Si torna a parlare di OGM (organismi geneticamente modificati), la Commissione Europea lo scorso 2 marzo ha dato il via libera alla coltivazione della patata transgenica Amflora creata dall'azienda tedesca Basf. Una patata con un maggiore contenuto di amido e che sarà utilizzata per l'alimentazione animale e per l'industria.

patataSul sito della multinazionale della chimica si legge "will promote a competitive and sustainable agriculture in Europe". Ma a parte le dichiarazioni di rito, la decisione è storica e inevitabilmente ha suscitato diverse critiche dagli ambientalisti.

La prima è politica. Come sottolinea Simona Capogna (Vicepresidente Verdi ambiente e società) "dal 1998 non erano state più concesse autorizzazioni sugli OGM, fatta eccezione per il mais Mon810 della Monsanto, vigeva di fatto una moratoria". La Commissione appena insediata vuole quindi lanciare da subito un messaggio chiaro di apertura verso gli OGM, anche a costo di imporre le sue decisioni in una materia in cui finora lasciava molto spazio alle decisioni dei singoli Stati membri. Il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, leghista e nazionalista, vuole salvare l'italico tubero e si dichiara pronto a referendum, una lotta in cui trova alleati, anche se con sfumature molto diverse, i Verdi che hanno subito organizzato una distribuzione di patate biologiche.

La seconda ragione è quella più scientifica, Greenpeace spiega come l'Amflora contenga "un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici, la sua immissione in ambiente potrebbe scatenare una resistenza batterica verso medicinali salva vita". A questo proposito c'era stata una disputa decennale tra l'Efsa (Autorità Ue di sicurezza alimentare), che ha sede a Parma, che aveva già espresso il suo parere positivo, e dall'altra parte l'Emea (Agenzia UE del farmaco) e l'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità). Le due autorità sanitarie hanno messo in luce la contraddizione tra questa decisione e la precedente direttiva UE 2001/18 che proibisce OGM contenenti geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana.


Su questo punto abbiamo sentito Mauro Tonello della Coldiretti Emilia Romagna che assume una posizione di critica totale agli OGM: "Mi chiedo quanto sia giusto progettare, brevettare e vendere OGM nell'agroalimentare. Perché danno alle aziende un potere economico e politico ben superiore a quello dei governi". In questa visione si profila dunque una forte contrapposizione tra agricoltori e multinazionali, in cui in mezzo sta la politica e la scienza "non c'è stata finora una seria analisi scientifica. Governo e Unione Europea non hanno fatto abbastanza per studiare l'argomento".

La preoccupazione deriva soprattutto dagli interessi delle multinazionali visto che "322 miliardi di chili prodotti all’anno, la patata si colloca al quarto posto a livello mondiale tra gli alimenti agricoli maggiormente coltivati nel mondo dopo mais, riso e frumento". Un business che tocca anche l'Emilia Romagna: "nella nostra regione infatti si coltivano circa 6.000 ettari di patate per una produzione complessiva di circa 200 mila tonnellate e un valore superiore ai 40 milioni di euro".

L'interesse commerciale, sostiene Tonello, sovrasta quello scientifico sulla salute dei cittadini: "non sappiamo ancora bene le conseguenze che il consumo di OGM potrebbero avere sull'uomo e sull'ambiente, anche perché tutti gli studi fatti oggi sono in qualche modo finanziati dalle stesse multinazionali che producono gli OGM".

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