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Mercoledì, 08. Settembre 2010

Fiumi inquinati #1: Assessore provinciale Burgin PDF Stampa E-mail
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Scritto da Filippo Piredda   
Domenica 25 Luglio 2010 21:54

Accade un giorno che Repubblica Bologna pubblica una serie di articoli (online c’è questo), sullo stato inquinato dei fiumi bolognesi. Noi di Sottobosco facciamo un balzo sulla sedia perché qualche giorno prima siamo stati in allegra scampagnata a Moraduccio e tutto c’era sembrato meraviglioso.

Allora con Giulia Biguzzi ci dividiamo compiti e telefonate: a lei quelle sanitarie (il suo articolo è qui), a me quelle politiche. Subito vi dico che la conclusione è la medesima: il rischio inquinamento c’è, nessun fiume in Emilia Romagna è ufficialmente balneabile, le analisi non sono abbastanza approfondite per sapere incidenze di malattie, esposizioni e tutto finisce all’italiana con Comuni e istituzioni che chiudono un occhio e i cittadini che non conoscendo il problema continuano inconsapevoli a fare il bagno. Stando così le cose rimane il dubbio se continuare le gite fluviali oppure se rifugiarsi nelle più comode ma decisamente meno romantiche piscine comunali all’aperto. fiume

La mia telefonata arriva ad Emanuele Burgin, Assessore all’Ambiente e alla Sicurezza del territorio che immediatamente mi dice "Le condizioni per la balneazione secondo i dettami della legge non ci sono. La norma per i fiumi è più severa di quella dei mari, perché a parità di inquinamento scatta il divieto per i corsi d'acqua dolce. Poi se la gente vuol fare lo stesso il bagno lo fa a suo rischio e pericolo". Potete sentire l’intervista integrale qui, mentre sotto una veloce trascrizione redatta insieme a Federica Furanis di radiocittàfujiko.

Il divieto di balneazione deve essere comunicato ai cittadini e questa comunicazione non sembra essere sempre chiara. Burgin spiega che "l'insieme dei corsi d'acqua della provincia bolognese e della regione Emilia-Romagna non sono balneabili (così come la maggior parte delle acque dolci delle altre zone d'Italia)". La normativa vigente risale agli anni Ottanta, ma una nuova è stata dettata negli ultimi anni dall'Unione europea, anche se non è ancora stata recepita dal nostro Governo; le nuove norme dovrebbero alleggerire i limiti imposti sulle acque dolci, che al momento sono molto rigidi. "Nel momento in cui si sfora anche solo di un punto percentuale uno dei parametri che concorrono a definire la qualità dell'acqua, il corpo idrico non è più balneabile"; lo sforamento dei parametri avviene anche a causa del "contesto in cui si inseriscono i fiumi - spiega l'Assessore provinciale all'Ambiente - che è costituito a monte da centri abitati e depuratori non perfettamente funzionanti".

A proposito del caso del Santerno, "Arpa e Provincia effettuano ogni anno le analisi delle acque, che ne confermano la qualità - soprattutto nei Comuni più a monte, rispetto a quelle di altri corsi d'acqua - ma la non conformità ai parametri ne impediscono al balneazione, obbligando così i Comuni a esporre cartelli con il divieto di balneazione". Sembrano quindi esserci dei problemi di comunicazione ai cittadini, anche se Burgin sottolinea come "la Provincia abbia provveduto ad informare i Comuni, i quali dovrebbero occuparsi dell'esposizione dei cartelli che vietano la balneazione, Santerno compreso. Anche quest'anno - continua l'Assessore - l'obiettivo non è stato raggiunto, i Comuni ne vengono informati e, conseguentemente, li invitiamo ad esporre i cartelli. Se poi i Comuni ci mettono molto tempo a mettere fuori i cartelli, la responsabilità non è più della Provincia".

"Il Ptcp della Provincia (Piano territoriale di coordinamento)già una decina di anni fa ha individuato l'obiettivo di assicurare tutti i requisiti per rendere possibile la balneabilità delle acque della provincia di Bologna, e del Santerno in particolare. Il trend è in miglioramento, ma il completo rientro nei parametri non è ancora garantito, anche a causa della normativa molto severa. Quando il Governo recepirà la normativa europea, indicata già diversi anni fa, la legge cambierà, ma il tema si riproporrà comunque in futuro".

"Le regole dell'Unione europea considerano una serie di parametri non solo chimico-fisici, ma ambientali in generale, dando vita a una valutazione complessiva, da portarsi avanti nel corso di diversi anni, in modo che se la qualità dell'acqua è considerata complessivamente buona, nel giro di alcuni anni, sarà balneabile", contrariamente a quanto avviene con le attuali norme, che si basano sulla valutazione di parametri presi singolarmente. Per la nuova legislazione in tema di acque dolci balneabili, l'Assessore provinciale all'Ambiente ipotizza come possibile data di attuazione il 2015.


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