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Mercoledì, 08. Settembre 2010

Passante Nord: i dubbi di Legambiente PDF Stampa E-mail
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Scritto da Davide Capalbo   
Domenica 25 Luglio 2010 22:14

Infine il Passante Nord si farà? Così pare, e anche presto, a leggere le dichiarazioni entusiaste delle istituzioni sui giornali. Ma secondo Legambiente è solo l'ennesima replica di «un film già visto», mascherata da grande vittoria.

Il 16 luglio il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha reso pubblico che è arrivato un ok decisivo dall'Unione europea per la costruzione del passante autostradale che collegherà le autostrade A1, A13 e A14, e decongestionerà il traffico attorno alla città di Bologna ‒ problema non da poco per il capoluogo emiliano, crocevia forzato per tutti i veicoli che si spostano tra nord e sud dello stivale. Si tratta dell'archiviazione della procedura di infrazione da parte dell'Ue, che fin'ora si era sempre opposta alla volontà delle istituzioni di assegnare i lavori della realizzazione dell'opera ad Autostrade per l'Italia (Aspi) senza indire una gara d'appalto.svincolo

È stata espressa grande soddisfazione all'unanimità, oltre che dal ministro, dal presidente della Regione Vasco Errani, dal presidente della Provincia Beatrice Draghetti, dal Commissario del Comune di Bologna Anna Maria Cancellieri, dall’assessore regionale alla Mobilità e trasporti Alfredo Peri e dal vice presidente della Provincia di Bologna Giacomo Venturi.

Il Passante Nord è un progetto di cui si parla da metà anni '90 che prevedeva, fino a pochi mesi fa, la costruzione di 41,4 km di autostrada a tre corsie (più la corsia di emergenza) per ciascun senso di marcia, con lo scopo di alleggerire il traffico sulla tangenziale di Bologna, lunga 13 km. Il progetto era già stato approvato dall'Ue lo scorso 30 settembre, a condizione di tagliare 7-8 km. La situazione è stata ancora di stallo fino alla scorsa settimana, però, a causa della procedura d'infrazione: l'infrastruttura sarà infatti realizzata interamente con capitali privati, perché i fondi pubblici scarseggiano, e si era tentato di affidarlo direttamente, senza gara d'appalto, ad Autostrade per l'Italia; l'Ue ha sempre respinto l'ipotesi dell'affidamento diretto, e questo ha costretto Autostrade per l'Italia a presentare, su richiesta del Ministero per le Infrastrutture, un nuovo progetto, light, per superare l'ostacolo.

Il progetto light, che ‒ spiega Legambiente ‒ ancora non esiste, consisterebbe in un potenziamento intermedio tra il Passante Nord e il tratto di autostrada già esistente, con la costruzione di un minipassante da 10 o 20 km. Per Legambiente si tratta di un mero espediente per «poter comunque affidare l'opera direttamente a società autostrade senza contravvenire alle normative europee». E se la decisione dell'Ue, secondo il portavoce nazionale vicario del Pdl Anna Maria Bernini, «metterà fine ad un antieconomico stallo infrastrutturale, che crea disagi di mobilità e di sviluppo economico dei nostri territori», Legambiente fa notare che lo stallo è tutt'altro che superato, perché «si cerca di far passare la sforbiciata al progetto come una grande vittoria, senza considerare che non c'è accordo nemmeno su questo, dato che la Regione, nelle parole dell'Assessore ai trasporti Peri, ha già dichiarato di non essere interessata ad un passante formato mignon. Resta poi da capire cosa succederà alla proposta di mettere a pedaggio l'attuale tangenziale di Bologna».

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