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Mercoledì, 08. Settembre 2010

Delfini morti in riviera: per ora non c'è da preoccuparsi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Laura Simoni   
Domenica 25 Luglio 2010 22:20

Sono sette gli esemplari di delfino trovati privi di vita e in avanzato stato di decomposizione sul litorale romagnolo. I ritrovamenti sono avvenuti in tempi e luoghi assai ristretti e circoscritti: sulle spiagge ravennati e riminesi, tra Casal Borsetti e Gabicce Mare, e nell’arco di tre settimane, dal 29 giugno al 21 luglio. L’ultimo caso, mercoledì scorso a Torre Pedrera.

Per capire ragioni ed entità della moria, abbiamo contattato il Dott. Marco Affronte, Responsabile Scientifico della Fondazione Cetacea, centro specializzato con sede a Riccione che è intervenuto in tutti i casi per eseguire i necessari rilevamenti.delfino1

Le analisi sinora effettuate vi hanno fornito elementi sufficienti per risalire alle cause delle morti?

Purtroppo no. I corpi dei delfini – specialmente degli ultimi quattro – sono stati rinvenuti molto tempo dopo la loro morte, in un avanzatissimo stato di decomposizione: questo non ci ha permesso di capire che cosa abbia provocato il loro decesso. L’Università di Bologna sta compiendo delle analisi più approfondite su prelievi fatti nei primi tre delfini ritrovati – esemplari molto più giovani e in condizioni migliori – per rintracciare eventuali batteri che potrebbero essere stati letali per gli animali. Attendiamo quindi i risultati, ma sappiamo già che anche questi dati potrebbero non essere così rivelatori, dal momento che si dovranno poi interpretare per valutare se i microrganismi abbiano attaccato i delfini prima o dopo la loro morte.

Sette delfini morti in tre settimane e tutti in un raggio di poche decine di chilometri. Sono dati preoccupanti?

No, per il momento non c’è nulla di cui preoccuparsi. Da vent’anni monitoriamo i ritrovamenti ed abbiamo rilevato che questo è proprio il periodo dell’anno in cui avvengono più spiaggiamenti. Inoltre l’estate coincide con il ciclo delle nascite e, purtroppo, la mortalità nei giovani è assai elevata:delfino2 è per questa ragione che diversi esemplari erano cuccioli. Quindi per ora siamo ancora nella media, anche se effettivamente sette decessi in tre settimane non sono pochi. Però, prima di allarmarci, aspettiamo di verificare se questi episodi così ravvicinati sono stati solo il picco di un fenomeno che tornerà presto alla normalità, oppure se nei prossimi giorni il trend aumenterà. Restiamo comunque in all’erta.

Intanto, dall’Università di Bologna, arrivano i risultati delle analisi che confermano le ipotesi meno allarmistiche: “Nei primi tre delfini rinvenuti – ci spiega la ricercatrice Annalisa Zaccaroni – abbiamo riscontrato solamente delle generiche infezioni polmonari, del tutto normali negli esemplari selvatici. Crediamo dunque che questi ritrovamenti non siano legati ad una possibile moria, bensì ad una serie di concause del tutto naturali”. In altre parole, i delfini muoiono né più né meno degli anni passati, ma le condizioni meteorologiche (ad esempio il mare caldo degli scorsi giorni) hanno provocato l’incremento del numero di spiaggiamenti. Per tranquillizzarci ulteriormente, la dottoressa Zaccaroni cita il recente studio sulla presenza e le condizioni dei cetacei in Romagna da cui risulta una situazione ottimale: “Basta spingersi poco al largo della costa romagnola per trovare numerosi delfini, varie famiglie con piccoli in un ottimo stato di salute”.

Sperando che non si verifichino altri tristi ritrovamenti, seguiremo la situazione nelle future settimane di vacanza. Auguriamo quindi ai delfini dell’Adriatico – ed anche a voi lettori di Sottobosco – di passare una buona estate.

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