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Mercoledì, 08. Settembre 2010

Fiumi inquinati #2: che ne pensano Arpa e Asl PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giulia Biguzzi   
Domenica 25 Luglio 2010 23:00

Su di una cosa siamo tutti d’accordo:senza analisi non si può sapere quali rischi corre chi fa il bagno nei fiumi in regione. Per saperne un po’ di più abbiamo contattato Silvana Pieromaldi, dal Servizio Sistemi Ambientali di Arpa per la provincia di Bologna.

La prima notizia che ci ha dato è piuttosto inquietante: sono circa quattro anni, da quando cioè la responsabilità degli accertamenti è passata dalla provincia ai singoli comuni, che non vengono effettuate analisi approfondite delle acque fluviali in Emilia-Romagna. Per ogni singolo comune i controlli diventano obbligatori solo nel caso ci sia la volontà di rendere balneabile un tratto di fiume all’interno del proprio territorio, cosa che evidentemente non sembra desiderabile agli occhi di nessuna amministrazione.

Il perché lo si può intuire: sarebbero necessarie oltre alle analisi delle acque, anche infrastrutture che facilitino l’ingresso in queste aree per tutti, con costi forse elevati per i paesi dell’appennino. Oppure semplicemente ogni comune fa finta di non sapere di essere una meta alternativa alla riviera per i tuffi domenicali.fiume2

Ma quali sono i rischi per la salute che si potrebbero correre facendo il bagno nel fiume?

Ci risponde Paolo Pandolfi, dal Dipartimento di Sanità Pubblica, docente di Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro presso la facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna. “Il primo rischio, quello più immediato, è di tipo biologico: un’acqua inquinata viene a contatto con le barriere che il corpo ha verso l’esterno, quindi la pelle (patologie dermatologiche) ed il nostro apparato digerente (patologie gastriche). Nei casi di inquinamento più grave, si arriva a patologie anche di tipo respiratorio, ad esempio in caso di contatto con sostanze volatili alogenate.”

Quali potrebbero essere le cause più comuni di un’ eventuale inquinamento dei fiumi?

“Si parte da agenti inquinanti di natura biologica, come ad esempio scarichi di fogne abusivi, ad inquinanti di natura chimica, provenienti da industrie o dall’agricoltura. Da non dimenticare la possibilità di discariche di rifiuti non controllate.”

L’assessore all’ambiente per la provincia di Bologna Burgin ha ricordato  che la normativa per la balneazione nei fiumi è molto più severa che per i mari.

“Certamente, questo è dovuto a diversi fattori. La normativa, così come tutto il discorso che stiamo facendo, risponde ad un principio di precauzione, alla luce delle differenze tra mare e fiume. Nel caso di inquinamento, i fiumi potrebbero dare luogo a fenomeni più acuti rispetto al mare, per la minor capacità di diluizione, per il fatto che non essendoci salinità più microorganismi possono sopravvivere, per il fatto che molte industrie hanno bisogno di sorgere vicino a corsi d’acqua.”

Cosa pensa del fatto che in molte località frequentate la non balneabilità non sia indicata?

“Questo è sicuramente molto grave, è necessario che i comuni si responsabilizzino. Attraverso campagne informative ed interventi di controllo delle proprie aree.”

Per il momento, a malincuore Sottobosco se ne va in piscina.


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