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Mercoledì, 08. Settembre 2010

Seguendo la voce dell'acqua PDF Stampa E-mail
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Scritto da Lou Del Bello   
Domenica 31 Maggio 2009 15:18

Vale la pena di passare una giornata a Ridracoli, il serbatoio della Romagna, non solo per passeggiare sulle sponde del lago verde in cui si specchiano le montagne, o per stupirsi davanti all'imponenza della diga, che ha richiesto sette anni di lavori, dal 1975 al 1982.

Non solo per il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove ci si perde nel gioco di ombra e luce del bosco, e da lontano si possono vedere i daini che si arrampicano sul fianco della parete rocciosa. Una visita a Ridracoli è tutto questo, ma è anche un viaggio di risalita dalle comodità più consuete e rassicuranti di casa all'acqua come elemento naturale, portatore di vita e depositario di una forza che l'uomo ha potuto imbrigliare solo con grande fatica.

 

Qui, l'acqua è il centro dell'attività dell'uomo, che lavora per portarla a valle nelle abitazioni di tutta la Romagna, e il cuore di un ecosistema armonioso e incontaminato, palpitante di vita, di suoni e colori. Qui si impara ad immergersi nell'ombra del bosco rispettandone i segreti, incantandosi a guardare i piccoli animali che scelgono di mostrarsi o ascoltando i loro suoni provenienti dal folto. L'acqua è una presenza che in quest'aria sussurra e respira. Come appare diversa dal liquido umile in cui facciamo bollire la pasta, in cui sciacquiamo i panni: eppure, è la stessa acqua.

Il lago di Ridracoli è alimentato da un bacino imbrifero diretto ed alcuni indiretti. Il bacino imbrifero, ossia la la porzione di territorio che convoglia le acque nel corpo idrico principale è quello del Bidente di Ridracoli, altri bacini indiretti sono collegati al lago da una galleria. La diga, che nel suo punto massimo è alta 103,5 metri, ha una lunghezza di 432 metri e la si attraversa per accedere al parco. Camminare lungo questo confine artificiale è un'esperienza: da un lato, a pochi metri dal parapetto, le acque verdi del lago, appena increspate dal passaggio del battello elettrico che porta in giro i visitatori; dall'altra parte, lo strapiombo, misurato dal volo di un cardellino. Dal lago, l'acqua viene prelevata da due imbocchi che convergono in un pozzo di 130 metri, che la conduce verso il potabilizzatore.

 

Attraverso una galleria di derivazione, invece, è alimentata la centrale idroelettrica di Isola, che si trova ad un livello inferiore. Con un salto di 250 metri, la forza dell'acqua che precipita mette in moto delle turbine che producono elettricità. La centrale di Isola può produrre, attraverso un gruppo turbina della potenza di 8 MW, circa 34 GWh di energia l'anno. Dopo questo passaggio, l'acqua viene reimmessa nel lago senza che ne siano alterate le qualità chimiche e batteriologiche.

Il trattamento di potabilizzazione, invece, è diviso in tappe più complesse: preclorazione, trattamenti chimici, filtrazione e disinfezione. Comincia a questo punto la corsa verso gli acquedotti cittadini, che distribuisce l'acqua ai diversi serbatoi locali, interrati per le colline, pensili per le città di pianura. Questi ultimi, detti anche torri piezometriche, hanno la funzione di far arrivare l'acqua in pressione agli utenti e hanno una capacità variabile da 150 a 20.000 metri cubi.

All'idro museo di Ridracoli, tra le montagne, si può seguire l'intero percorso dell'acqua a valle attraverso cartine, spiegazioni e giochi per i piccoli (ma quando nessuno guarda, li provano anche i grandi). Affacciandosi fuori, contemplando il silenzio dei monti e la quiete del lago, questa sembra una strana storia avventurosa, irreale. Ma una volta a casa, aperto il rubinetto e riempito il solito bicchiere sembra che, proprio sul fondo, l'acqua abbia un sapore un po' diverso, più buono.


Commenti
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Biljana  - Sottobosco nel sottobosco   |93.42.81.xxx |2009-06-03 14:53:35
Citazione:
n sapore un po' diverso, più buono


è stato così anche per me.

Consiglio una visita a tutti. Ma per i
bambini in particolare sarà uno spasso, con gli animali impagliati
del museo (raccolti di morte naturale o sequestrati ai bracconieri,
abbiamo saputo) e i mille giochini con l'acqua.
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