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Da tempo le varie forze politiche dei diversi schieramenti si interrogano sull'effettiva utilità del Civis, il tram su gomma che collegherà San Lazzaro di Savena al centro storico di Bologna. In questi ultimi giorni è iniziata un'altra puntata di questa tormentata storia, già al centro di un'inchiesta giudiziaria. Irisbus e Ccc hanno presentato ricorso contro il verdetto della commissione sicurezza che il primo giugno aveva bocciato il tram su gomma, giudicando non sicura la guida ottica. In particolare la lunga relazione di accompagnamento della commissione sicurezza specifica che si ritiene che per il progetto di Bologna l'utilizzo della guida ottica lungo la linea non offra le garanzie di sicurezza e pertanto si ritiene opportuno consentire l'utilizzo del veicolo Civis lungo la linea soltanto in modalità manuale. Dunque il Civis diventerebbe un semplice filobus. Inoltre, nel documento si elencano anche tutte le anomalie riscontrate dagli autisti di Atc che hanno sperimentato il mezzo, si parla del problema della visibilità della guida centrale ma si riscontra il problema che la porta anteriore, oltre ad essere di dimensioni ridotte, è dotata di meccanismo di apertura con tempi molto lunghi di apertura e chiusura. La risposta di Iribus e Ccc non si è fatta attendere: già il 29 giugno scorso hanno presentato un ricorso al Ministero dei Trasporti. Secondo il parere dell'Iribus e Ccc, la relazione della commissione sicurezza sarebbe illegittima sotto vari aspetti. In particolar modo non sono rispettati i fondamentali principi di legittimità, trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione proprio per queste ragioni si è deciso di impugnare il ricorso per via amministrativa. Nello stesso tempo non è mancata una replica da parte dell'Atc nei confronti dell'ati (associazione temporanea di imprese) formata da Irisbus e Ccc. In una missiva firmata dal presidente dell'azienda Francesco Sutti, Atc afferma che lo scenario delineatosi non può far escludere serie conseguenze sul piano contrattuale. L’Ati tuttavia considera la relazione "illegittima" e dunque, respingono al mittente,ossia, l'Atc, ogni ventilata ipotesi di serie conseguenze per inadempimento del contratto. Questo nuovo tassello nell'odissea del Civis arriva mentre in Procura si attendono gli esiti degli ulteriori accertamenti richiesti, per rogatoria in Francia per far chiarezza sulla vicenda della messa in strada dei Civis nella città di Clermont Ferrand.
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