pixel
 
BolognaFerraraForlì-CesenaModenaParmaPiacenzaRavennaReggio EmiliaRimini

Un anno contro lo spreco

Banner

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Banner

Piè Veloci

Banner

Login

Non sei ancora registrato? Iscriviti a Sottobosco.info e ricevi la nostra newsletter con i fatti principali della settimana.



RSS FEED

feed-image Feed Entries
 
Mercoledì, 19. Ottobre 2011

Aree protette sul filo del rasoio PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 
Scritto da Davide Capalbo   
Domenica 09 Ottobre 2011 18:36

Cosa succede ai parchi naturali in Emilia-Romagna? Almeno due fattori concorrono a mettere in crisi la loro situazione e a renderne incerto il futuro: l'imposizione del decreto Milleproroghe di abolire i consorzi di funzione tra gli enti locali e il silenzio della Regione sulla riorganizzazione dei Parchi da ormai troppo tempo invocata.

In Emilia-Romagna ci sono 15 parchi e 16 riserve naturali regionali che la cui gestione è affidata ai “consorzi di funzione tra gli enti locali”. I consorzi sono stati istituiti vent'anni fa con la legge 394 del 6 dicembre 1991 (Legge quadro sulle aree protette), e, in linea con il decreto Milleproroghe del governo, dal 31 dicembre 2011 dovranno essere soppressi.

I primi a preoccuparsi del futuro dei Parchi regionali sono, ovviamente, i lavoratori: a settembre hanno scritto una lettera al presidente Vasco Errani e all'assessore all'ambiente Freda in cui chiedevano che ne sarà dei parchi, e che ne sarà del loro futuro (del futuro dei lavoratori). Si tratta di 80 dipendenti con contratto a tempo indeterminato e 100 precari che non sanno ancora se dopo il 31 dicembre avranno un lavoro, non sanno ancora quale tipo di lavoro saranno chiamati a svolgere e non sanno ancora a chi dovranno renderne conto.fiume

Alla loro protesta si è aggiunta la voce di Legambiente, che «ricorda che da mesi si sta sollecitando una risposta della regione riguardo le future forme di gestione dei Parchi, visto che i Consorzi dovranno cessare per legge entro fine anno. Una situazione che va a sommarsi ai numerosi tagli ai bilanci che purtroppo sono stati effettuati negli ultimi anni».

Alla imminente soppressione dei consorzi si aggiungono, poi, il riordino dei parchi e la modifica della legge regionale 6/2005, che dovrebbero andare in direzione di un accorpamento delle aree protette e di una gestione più semplificata e trasparente: due azioni importantissime, attese già da prima del Milleproroghe, e oggi ancora più necessarie, perché sarebbero la risposta al vuoto amministrativo che la soppressione dei consorzi lascerebbe, ma tutt'ora a un punto morto. Il 21 settembre è stata approvata dall'Assemblea Legislativa della Regione una risoluzione che impegna la Giunta a collaborare con i consorzi e gli enti interessati per giungere a una soluzione entro fine anno.

Su questo è intervenuto il 21 settembre anche il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, a sostegno degli enti di gestione dei parchi emiliano-romagnoli, che avevano chiesto un incontro con il presidente della Regione: «Condividiamo le giuste preoccupazioni che in questi giorni hanno pubblicamente espresso tanto i Parchi, quanto le Associazioni Ambientaliste ed i Direttori delle Aree protette dell'Emilia-Romagna per l'imbarazzante silenzio che da mesi regna nei palazzi di Via Aldo Moro circa la riorganizzazione dei Parchi; riorganizzazione che si rende necessaria a seguito della previsione di scioglimento dei Consorzi di funzioni tra enti locali contenuta nel così detto Milleproroghe del dicembre 2010».

E, a questo punto, il rischio commissariamento si fa ogni giorno più concreto: se la Regione non dovesse decidere niente entro il 31 dicembre, il decreto Milleproroghe prevede la “comunalizzazione” dei Parchi. Vale a dire che la gestione di ciascuna area protetta passerebbe sotto la responsabilità diretta del Comune nel cui territorio rientra. Il problema è che il decreto Milleproroghe non fornisce alcuna indicazione su come i Comuni dovrebbero assumersi questa responsabilità, e non è detto che tutti abbiano risorse adeguate per farsene carico: si andrebbe incontro a un modello di gestione che va in direzione contraria alla gestione sinergica che l'Emilia-Romagna ha addirittura anticipato con una propria legge regionale sulle aree protette nel 1988; si andrebbe incontro a frammentazioni che rischiano di distruggere oltre 20 anni di lavoro per la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Copyright © 2011 Sottobosco - Testata Giornalistica Online. Tutti i diritti riservati.
Web-Stylist: Siti Internet Bologna - Logo: F.Eppesteingher