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Il Comune di Bologna in questi mesi avvia la sperimentazione sulla raccolta dei rifiuti porta a porta, dopo le zone collinari e Borgo Panigale, a novembre si parte con i Quartieri Navile e San Donato e si studia per il "centralissimo" San Vitale.
Prima di entrare nel dettaglio ricordiamo che il capoluogo emiliano è in fondo alla coda delle statistiche ISTAT sulla percentuale di raccolta differenziata. I dati (aggiornati al 16 ottobre) parlano chiaro: 33,8% staccata di quasi 10 punti dal 43,6% della penultima Rimini e di 12 dalla media regionale. Il sindaco Merola e la sua giunta hanno più volte promesso (scusate se linko il Carlino), che entro primavera il porta a porta sarà avviato in centro città e che "riorganizzare il sistema rifiuti" è uno dei punti chiave del mandato. Queste premesse son necessarie per introdurre il nuovo sistema in prova nei quartieri San Donato e Navile, 21 novembre l'inizio, con il coinvolgimento di circa 2500 utenze di cui 1850 domestiche e 650 non domestiche. L'assessore all'Ambiente Patrizia Gabellini venerdì scorso in Consiglio comunale ha spiegato come i cittadini saranno informati: Ad ogni famiglia si distribuiranno kit costituiti da appositi bidoni da esposizione in plastica rigida di diverse dimensioni, 120 litri per il rifiut indifferenziato, 40 litri per la carta, e 23 litri per l’organico. Poi verrà fornita una pattumella areata sottolavello da 10 litri sempre per l’organico. E ancora, i sacchi per la raccolta di organico, plastica e sfalci. Alle utenze non domestiche saranno forniti invece bidoni carrellati di maggiori dimensioni per indifferenziato, la carta e se richiesto anche per l'organico; in più sacchi per plastica e sfalci [...] un apposito programma di tutoraggio, che spiega cosa fare e come, gestito da personale appositamente formato da Hera per questo scopo e dotato di tesserino di riconoscimento.
Discorso diverso per il Quartiere San Vitale che viene considerato come grimaldello per avvivare a coprire tutta l'area dentro le mure (escluso il tratto da piazza Aldrovandi alle Due torri). Per ora è stato predisposto un tavolo tecnico che si concentra sull'elaborazione di un nuovo "codice dei rifiuti". Educare i bolognesi, quindi, con un sistema di regole e di multe e sanzioni, anche se per ora non sono specificate quali. "Decoro urbano e riqualificazione di strade e piazze" e "liberare le strade dai numerosissimi cassonetti" sono i concetti chiavi ripetuti in questi mesi da Sindaco e assessore.
Sono passi importanti anche se piccoli, riuscire sarà fondamentale, per il momento sembra che il Comune voglia davvero investire in questo settore. E visto che a Sottobosco piace guardare lontano vi segnalo quanto accade in questi giorni a Fidenza. La cittadina in provincia di Parma, 26mila abitanti, è un comune riciclone che vanta una percentuale di differenziata del 66,26%, quasi il doppio rispetto a Bologna. La novità fidentina è quella di un sistema di tracciabilità dei rifiuti: ogni cittadino dovrà attaccare un'etichetta ai sacchetti di rifiuti, così da poter stimare la quantità prodotta e calcolare con maggiore precisione la relativa tariffa da pagare. Anche a Bologna ci arriveremo, ne son sicuro, il problema è quando.
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