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Mercoledì, 19. Ottobre 2011

Cispadana: riflessioni a margine PDF Stampa E-mail
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Scritto da Olga Massari   
Sabato 22 Gennaio 2011 17:54

È di qualche mese fa la notizia che la Regione ha stipulato un accordo con la Società autostrade regionale (azienda privata) per la creazione di una  nuova autostrada nell’asse est-ovest, la Cispadana, che attraverserà le province di Reggio Modena e Ferrara ed interesserà 13 comuni.

Insomma una nuova strada, dal costo di un miliardo e 150 milioni di euro, in un tratto di regione in cui già esistono gli svincoli autostradali delle autostrade A1 e A14 (con la costruzione in corso della terza corsia) oltre a svariate strade provinciali (via Emilia in primis) e  superstrade. La Regione, nella persona dell’assessore alla mobilità, logistica e trasporti, Alfredo Peri, ha parlato di uno «sforzo corale sul quale la Regione ha creduto, crede e investe. Siamo alla prima autostrada regionale, con un percorso di evidenza pubblica durato tre anni. Riguarda territori fondamentali, ed è connessa alla rete autostradale. Un’occasione storica, quindi, perché consentirà di dare risposte alla viabilità non solo di questi territori ma di tutta l’Emilia-Romagna».stada nel bosco

Le riflessioni a margine toccano prima di tutto la questione, se vogliamo banale, del: perché un’altra strada? Sembra che l’Emilia-Romagna, un’eccellenza d’Italia in ogni campo della vita pubblica, di autostrade ne abbia già molte proprio perché punto di interesse cruciale per la viabilità nord-sud del paese.  La pianura Padana, e basti vedere le foto dal satellite di google map, sembra una fitta ragnatela di stradine che hanno versato sulla pianura più fertile d’Europa milioni di tonnellate di cemento togliendo, letteralmente, terra per l’agricoltura. A questo proposito rimando all’articolo uscito pochi giorni fa su Repubblica.it di Carlo Petrini e al documentario "il suolo minaciato“. Nel 2011, ci domandiamo, ha ancora senso puntare sul trasporto su gomma?

Intanto le associazioni si mobilitano: il WWF, il movimento a 5 stelle, e i movimenti cittadini hanno fatto sentire la loro voce nella provincia di Ferrara. Per il WWF  l'autostrada comporterà «devastazione nel territorio e nell'agricoltura, svuota le casse pubbliche, che potrebbero invece concentrarsi su materie più urgenti, e contrasta con gli indirizzi comunitari, favorevoli a sviluppare il trasporto ferroviario in alternativa a quello stradale più costoso e inquinante». Il 28 gennaio si aprirà la prima riunione della Conferenza dei servizi in cui si discuterà del progetto. E  già si parla di un referendum per chiedere ai cittadini se vogliano o meno che l’autostrada passi sotto le loro abitazioni. Il sindaco di Sant’ Agostino Fabrizio Toselli, piccolo Comune vicino Ferrara, apostrofa cosi la Regione: «La Regione intende fare l'autostrada, ma sul progetto odierno a Bologna esprimeremo parere contrario. Ci batteremo perché la Regione prenda in considerazione le nostre osservazioni e proposte, che sono più lungimiranti delle attuali».

La costruzione di una nuova autostrada comporterà di certo inquinamento, ma c’è chi parla anche di “autostrada ad impatto zero”, un evidente caso di ossimoro (accostamento di due parole in forte antitesi tra loro) se non un vero e proprio caso di green-washing all’italiana, come ultimamente ne troviamo molti. La frase è stata pronunciata dallo stesso sindaco di Sant’Agostino «la nuova autostrada dovrà essere a impatto zero su ambiente e salute dei cittadini». Purtroppo questa frase smuove un’amara risata. Come fa un autostrada ad avere  cuore la salute dei cittadini? A meno che le auto non avessero più bisogno di benzina ma camminassero grazie all’immissione di  essenze profumate di lavanda nel motore, non pensiamo che l’asserzione del sindaco abbia molto senso. E speriamo che neanche i cittadini ci credano…

L’ultima riflessione a margine è una provocazione: i soldi spesi per la futura costruzione dell’autostrada (non sappiamo ancora i tempi tecnici) non potevano essere usati per dare una boccata d’ossigeno agli ingenti tagli del welfare regionale? Mense scolastiche, asili nido, anziani, sanità e il nostro principale cruccio: protezione dell’ambiente. Il benessere dei cittadini deriva anche in parte dalle risorse messe a disposizione da un’istituzione importante come la Regione, non da colate di cemento che rischiano di deteriorare quel benessere.

 

 

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