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Mercoledì, 19. Ottobre 2011

L’acqua contesa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giuseppe Fiordalisi   
Sabato 21 Maggio 2011 17:56

Il prossimo 12 e 13 giugno gli italiani si recheranno alle urne per i tre quesiti referendari sul legittimo impedimento, sul nucleare, sulla privatizzazione dell’acqua. I consumatori quotidianamente acquistano ignari litri e litri di acqua nei supermercati, nei bar, nei ristoranti.

Tuttavia, la maggior parte della popolazione non è a conoscenza che la privatizzazione dell’acqua è già stata avviata in maniera silenziosa e subdola nel nostro Paese. Le grandi imprese dell’acqua si appropriano a costi bassissimi delle riserve idriche e la rivendono a costi nettamente superiori. Anche questa settimana ci occupiamo di quello che sta accadendo da ormai undici anni nell’area del Monte Pelpi nel parmense, la Norda quinta azienda italiana nel settore con un fatturato annuo pari a cento milioni di euro, situata nel comune di Bedonia, questa azienda con sede legale a Milano è arrivata dopo aver acquistato uno stabilimento da 1,5 milioni di euro circa e subito si è adoperata affinché si avviasse l’istallazione di tubazioni dalla sorgente alla fabbrica e chiedendo ripetutamente concessioni per nuovi pozzi e sorgenti.

L’impatto della Norda sul territorio è deleterio nel giro di pochi anni il comitato “Difesa del Monte Pelpi” composto da 420 cittadini contesta all’azienda milanese l’inquinamento del torrente Ceno, dovuto agli sversamenti di acqua mista a soda caustica, usata per lavare le bottiglie di vetro, l’eccessivo sfruttamento delle fonti e dei pozzi oltre ai  disagi a causa del passaggio di camion blu sulle piccole e caratteristiche strade di montagna.bottiglie

Alcuni cittadini che vivono in prossimità dello stabilimento si sono ritrovati senza acqua nelle proprie case tant’è che hanno commissionato uno studio al geologo Ziber Cattini che ha rilevato come il quadro geologico-strutturale e idrogeologico e l’andamento della piovosità evidenziano il nesso causale tra l’emungimento dei pozzi della società Norda ed il ricorrente inaridimento delle sorgenti in località Pozzato, dislocate a valle dei medesimi in poche parole, secondo l'indagine, i pompaggi dell’azienda provocano il prosciugamento di molti acquedotti privati. La Norda in questi anni ha sempre cercato di difendersi, affermando, che non c’è alcun rischio per i cittadini sulla questione dell’acqua, anzi, c’è ne abbastanza. Le istituzioni hanno sempre appoggiato in maniera sia implicita che esplicita l’azienda milanese.

Nel marzo 2007 la Norda aveva finanziato di tasca propria uno “Studio sul monte Pelpi” siglato con un protocollo d’intesa firmato, tra gli altri, anche dalla Provincia di Parma, dal Comune di Bedonia e dalla Comunità montana delle valli del Taro e del Ceno. Le indagini, condotte anche dall’università parmigiana, non avrebbero riscontrato alcun problema di una possibile carenza idrica causata dalle estrazioni Norda. Secondo i membri del comitato, però, le analisi sono durate troppo poco, solo sei mesi. Inoltre, bisogna ricordare che nella provincia di Parma è sorto un vero e proprio conflitto d’interesse in quanto il vice presidente è il presidente del consorzio Comunale parmense che possiede un territorio in cui è situato uno dei stabilimenti più grossi della Norda, ci troviamo di fronte ad una situazione dove il controllare fa anche da controllato!nell’ottobre del 2010 la Provincia di Parma ha rifiutato l’ennesimo tavolo di concertazione tra i cittadini della zona, le istituzioni locali e l’azienda delle minerali.

L’assesore provinciale all’ambiente, Giancarlo Castellani, sostiene che lo studio  ha escluso qualsiasi rischio per i cittadini, aggiungendo che tutto il resto è pura fantasia in quanto l’università di Parma  non ha mai contestato i risultati. La Norda, inoltre, fa man forte anche grazie all’appoggio delle istituzioni locali, infatti, sindaci e Provincia considerano l’azienda milanese come un polo lavorativo che nel parmense offre occupazione a una sessantina di persone, trasportatori esclusi, anzi, la Norda più volta ha minacciato di rinunciare, viste le continue ostilità, a possibili ampliamenti e conseguenti nuove assunzioni. Tuttavia, queta versione sembra poco credibile in quanto la Norda ha fatto grossi investimenti a lungo termine.

 

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