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Alzi la mano chi sabato sera avrebbe scommesso per una vittoria. Con il senno di poi abbiamo ricostruito le nostre riflessioni prima e durante l'apertura delle urne. Ecco cosa è successo. Filippo. "Ero molto pessimista, mi sembrava impossibile che 25 milioni di italiani potessero essere davvero interessati ad acqua, nucleare e giustizia. di solito non azzecco mai un pronostico ma domenica mattina ho pensato che per riuscire a farcela bisognasse azzeccare i parziali sull'affluenza al 10%, 30%, 40%. Ho cominciato acrederci quando scorrendo i dati si è capito che in tutte le regioni la tabella di marcia indicata dai sondaggisti, veniva rispettata. Questo è il dato più stupefacente: l'interesse per i quesiti è stato ovunque, in 20 regioni oltre "la metà più uno" ha esperesso chiaramente la sua opinione. Giulia. Il mio weekend è stato all'insegna di entusiasmo ad alti e bassi: grande speranza quando la mia fruttivendola di fiducia, la signora Rita, mi ha guardato con gli occhi ludici e diceva "forse il vento sta cambiando", o quando durante i nostri mini sondaggi in P.zza Maggiore, prima ancora di riuscire a formulare qualsiasi domanda la gente mi diceva "andiamo a votare si si si si"; la paura invece c'è stata quando, domenica sera, sapevo che sarebbero stati necessari altri 5 milioni di italiani al voto per raggiungere con sicurezza il quorum, e quando ad urne aperte il loro ministro dell'interno se ne esce con la frase "il quorum è stato raggiunto". Ho cominciato a crederci davvero quando uscita dal lavoro mi è sembrato di sentire caroselli per strada. non erano veri, ma il quorum sì. Martino. Non ci ho mai creduto. Solo quando ho visto il dato finale. Conosco gente che non è andata a votare, altri che hanno rifiutato la scheda sul nucleare. Il mio pensiero ora è rivolto a loro. Bijlana. Ho cominciato a crederci quando con Sottobosco venerdì sera abbiamo volantinato sotto la pioggia. Mi sono opposta a questo pensiero con tutte le forze, forse perché mi sembrava troppo bello per essere vero. Così ho ignorato l'entusiasmo di tutti coloro che mi dicevano, "mo' sì dammi qualche volantino in più, che lo metto nelle buchette del palazzo". Mi sono sforzata di non crederci fino in fondo anche domenica sera quando la percentuale dei votanti aveva sfondato il 40%. Lunedì alle tre ho saputo che il quorum era raggiunto ed è stato un momento catartico. Olga. Appena arrivata nel selvaggio borgo natio, ho visto il paese tapezzato di manifesti per i sì. Ho cominciato a crederci allora. A Bologna, siamo abituati a vincere le battaglie civili, ma in altri luoghi d'Italia no. Quando ho visto mio nonno Quinto andare al seggio, non aveva mai votato da dopo Tangentopoli, ho pensato "è fatta". Lou. Io alzo la mano. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che il quorum sarebbe stato raggiunto, nonostante amici, politici ed opinionisti dipingessero la fatidica soglia come un'utopia. La mobilitazione è stata troppo imponente, sia in rete che fuori, per non raggiungere tutte le fasce della popolazione. E a chi ancora dice che in quanto giovane (quindi internettiana) e giornalista (quindi attenta all'attualità) il mio osservatorio è troppo parziale, rispondo così.
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